lunedì 11 marzo 2013

Striscia la notizia da qualche consiglio agli edicolanti


Segnaliamo al seguente indirizzo un interessante video che illustra alcune simulazioni dei tipici raggiri svolti ai danni degli edicolanti.

Chissà se ci sarà mai un servizio sui raggiri dei distributori, degli editori, sui quotidiani in classe, sui banded, sull'iva, sui giornali che non muoiono mai, sugli abusi di posizione dominante, sulle contabilità creative dei distributori, sulle costanti bolle errate ecc....

Al di là di tutto come dicevano mamma e papà, pochi soldi nel cassetto, il resto in tasca o in banca.

venerdì 8 marzo 2013

Inforiv come non l'hai mai visto!

                                                              Riprende il 
 “Tavolo per l’innovazione”

Il dato come viene utilizzato dalle Agenzie. 

Indipendentemente dallo strumento informatico  utilizzato, il risultato sulla diffusione lo si ottiene quando il dato  letto dal  rivenditore al momento della vendita  viene interpretato dall’  agenzia applicando logiche tali da creare un nuovo modello distributivo virtuoso



Se l’intento dei soggetti coinvolti nella distribuzione, sono di minimizzare i costi e massimizzare i risultati il dato di ritorno del rivenditore ha un senso, diversamente ciò che abbiamo tra le mani è uno strumento relativamente interessante ai fini diffusionali.

I responsabili dell’Agenzia illustreranno come stanno lavorando sul dato, cosa stanno facendo e cosa si metterà a breve in pista e finalmente l’edicolante sarà presente sul web.

Alessandro Rosa

martedì 5 marzo 2013

Milano, 10% di edicole in meno nel 2012


Nessuno di noi può realisticamente pensare che il mercato editoriale potrà mai ritornare al livello degli anni passati. Internet è una realtà alla portata di tutti. Nel palmo della sua mano il cittadino può avere l’informazione che cerca.

Possiamo anche raccontacela all’ infinito di quanto sia bello sfogliare il quotidiano, cartaceo, su un comodo tavolo o sulla panchina, oppure comodamente sulla sdraio in spiaggia ma la realtà è ben diversa. 

Ami il fruscio della carta? Ami lasciarti sedurre da quello strano profumo emanato dalle figurine appena le apri? Bene, ti capisco tutti noi abbiamo i nostri amori e le nostre passioni ma “il mercato” dell’informazione è diventato ben altro e sentimenti e sensazioni sono una cosa, il conto in banca un altro.

Milano, ma penso anche tutte le grandi città in genere, ha avuto un pesantissimo calo proprio nel 2012 . E’ vero. Le edicole chiudevano anche prima, così come anche altri esercizi commerciali. La media era di circa cinque edicole all’anno. Solo il 2007 ha visto un’impennata che si è distinta rispetto al passato.

 Nel 2012 invece le edicole di Milano hanno vissuto un tracollo numerico storico, anche nei fatturati. 32 edicole cessate definitivamente e circa 30 sospese. Il dato è pesante come un macigno. E’ vero che bisogna leggere certi numeri con cautela, perché il nostro è un settore dove molti si avvicinano ritenendo che sia un attività semplice ed esenti da rischi, quando in realtà è esattamente il contrario. Molte edicole sono anche quindi chiuse per eccessiva svogliatezza da parte dell’imprenditore. Alcune di quelle sospese riapriranno, anche gli edicolanti si ammalano o devono chiudere per vari motivi per poi riprendere ma…ciò non toglie che il 2013 la città di Milano ha una riduzione dei punti vendita inferiore del 10% rispetto al 2011.

Colpa degli abbonamenti?NO. Gli editori hanno dati nazionali sugli abbonamenti ridicoli. Colpa dei non esclusivi?NO, a Milano, esclusa la GDO che non genera fatturati così importanti rispetto alla rete di vendita, sono un numero bassissimo e hanno “vita” estremamente breve. Allora cosa sta succedendo? Tutti gli editori del MONDO stanno tentando di capire la formula per risollevare una situazione editoriale STORICA e ognuno si inventa la sua soluzione e dice cosa devono fare…gli altri! Noi, edicolanti, non abbiamo questo tempo. Tutti gli editori stanno spostando risorse sull’ informazione on-line…noi edicolanti non guadagniamo sulle versione per i-pad del Corriere della Sera o di tutti gli altri editori.

La legge ci potrà aiutare, ci auguriamo in tempi brevi, quando ci libererà dai lacci e lacciuoli che ci legano, ma oggi il nostro “tesoro” sono i punti contatto quotidiani, la nostra capillarità sul territorio, gli orari di apertura e il nostro posizionamento.
Realizzare e capire l’attuale situazione è il primo passo per riscoprire l’imprenditorialità che un settore chiuso e contorto come quello editoriale ha voluto seppellire. Il primo punto è riscoprirci commercianti, non edicolanti.

venerdì 1 marzo 2013

Condé Nast - portiamo nuove lettrici in edicola


Di fronte a questo tipo di attività ci si chiede non quanto si guadagni ma quanto potenzialmente si potrà perdere. E’ lodevole il voler portare in edicola clienti oramai persi da lungo tempo o che mai hanno raggiunto un profilo tale da dover sentire il desiderio di avvinarsi alla lettura e all’ informazione. 
Ci si chiede anche come mai ci sia stato sottratto un cliente per poi sforzarsi tanto per farlo tornare da noi. Diversamente se si volesse colpire con la promozione chi usualmente non si reca in edicola non penso ci siano le premesse affinché questo diventi un affezionato cliente dell’edicolante solo grazie a pochi buoni sconto.

Non vedo però sinceramente nulla di nuovo o che non sia pericoloso nell’ operazione. La gestione dei buoni per il rivenditore raramente è stata accompagnata da un successivo incremento delle vendite e la raccolta dei dati anagrafici è stata sempre da noi assolutamente sconsigliata. Il perché è intuibile.

Interessanti l’app e il sito ma sconveniente il ritiro del buono e pericolosa l’operazione. Campagne pubblicitarie analoghe le abbiamo vissute con la  testata “Wired” il cui numero di abbonati è di molto superiore a quanto si venda in edicola, e altre testate mensili di Condé-Nast, hanno un numero di abbonati tali ed un prezzo dedicato all’ abbonato talmente seducente da essere visto solo come un concorrente.

Dal sito successivamente alla registrazione è possibile scaricarsi il primo buono e altri verranno messi a disposizione. Inutile dire che il furbo che si farà qualche copia in più ci sarà e che problemi con l’agenzia per l’accredito ci saranno ma non è questa la criticità maggiore.

Il dubbio nasce dal fatto che l’operazione è poco chiara fin dall’ inizio. Si esordisce con il dire che ci sarà un azione mirata dove verranno regalate un numero imprecisato di copie in un elegante shopper direttamente sulla porta di casa. Viene definito come ”incentivo alla fidelizzazione delle lettrici e all’acquisto in edicola”. Personalmente penso che il cliente fidelizzato sia colui che sente il “richiamo” dell’edicola come luogo dedicato all’ informazione e alla cultura, dove è possibile scoprire nuovi interessi e approfondire le proprie passioni. Se devo portarti la borsetta sullo zerbino e offrirti lo sconto del 50% per venire a trovarmi…non sarai mai un cliente da edicola.

I buoni si potranno stampare da internet, ma bisogna registrarsi. Sul medesimo il cliente riporterà i suoi dati… un incaricato ritirerà i buoni in determinate edicole, in altre verranno restituiti all’agenzia. L’applicazione per smartphone verrà utilizzata per recarsi in edicola o per versioni digitali?

Troppe cose non chiare promosse con strategie primitive.




mercoledì 27 febbraio 2013

Il più sincero dei ringraziamenti


Il più sincero dei ringraziamenti ai rivenditori che hanno partecipato allo sciopero.

 
Le difficoltà in cui versa il settore obbliga ogni soggetto della filiera editoriale a prendere decisioni difficili e drastiche, così come stanno facendo il mondo editoriale, quello della distribuzione e anche quello della rappresentanza delle rivendite di quotidiani e periodici.


In questi giorni sono stati fitti, frequenti e sempre stimolanti, i contatti avuti con la rete di vendita. Inutile nascondere che la difficoltà quotidiana ( vedi TGR regionale)  nella gestione del prodotto editoriale, così come l’innegabile situazione economica, abbiano dominato il dibattito e il risultato di questi tre giorni.
Un ringraziamento a tutti coloro che si sono prodigati nel sensibilizzare il vicino alla chiusura, a coloro che hanno organizzato incontri o cene con i colleghi per affrontare gli argomenti che hanno spinto allo sciopero e anche  chi ha concordato coi colleghi forme di protesta di altro tipo. Siamo spiaciuti anche nell’aver constatato che troppe rivendite hanno rinunciato alla chiusura solo perché il collega accanto ha preferito fare altre scelte.

Il processo di sensibilizzazione della rete di vendita e di accrescimento professionale e  culturale continuerà, così come la nostra lotta per ottenere sempre migliori condizioni per il settore e nonostante le nuove difficoltà che si sono profilate in questi mesi, prima fra  tutte la "disarmonia" sindacale.

L’iniziativa di questi giorni è stata molto utile per constatare la soglia di attenzione della rete di vendita sui problemi del settore e della propria attività e per contare e capire chi e quali sono i rivenditori attivi per uno sviluppo delle nostre attività e dell’Associazionismo.

In questo momento a far da padrone nel nostro settore non è l’editore, il distributore o l’edicolante ma semplicemente e banalmente “il mercato”. Spetta quindi prima di tutto  al l'edicolante rivendicare il ruolo che la sua azienda dovrà occupare nel panorama commerciale e imprenditoriale di domani

La legge è cambiata e con questa anche il ruolo della rete di vendita nell’ambito del’informazione  e spiace constatare che in troppi non l’hanno capito.

Prossimamente verranno organizzate nuove assemblee e nuovi incontri dedicati affinché il processo di sviluppo che ci sta vedendo protagonisti e che ha visto in questo sciopero un tassello fondamentale, possa restituire un nuovo modello commerciale per le edicole del futuro.













sabato 23 febbraio 2013

L'edicolante finalmente raggiunge il cittadino con pubblicità su internet


In questi giorni ho avuto la netta sensazione di essere sotto censura.Pochi articoli e pochi commenti. Si leggono solo i comunicati stampa e nessun approfondimento, tranne rarissimi, anche se a volte interessanti, articoli (Il fatto quotidiano - L'edicola non è una cabina telefonica- è uno di questi). Nel complesso l'argomento si è trattato  molto poco .
Nessuna novità vero? Lo sappiamo che la rete/edicola è in mano agli editori e che hanno bisogno un centinaio di cani da guardia per sostenersi.
 Certo il dietrofront della CIGIL su suggerimento di alcuni esponenti politici non ha aiutato in quanto, inspiegabilmente, il mondo editoriale ha voluto interpretare che lo sciopero fosse stato sospeso da tutti... che strano. Sicuramente migliaia di volantini sono oggi nelle mani dei cittadini ed il grande sforzo compiuto dallo SNAG acquistando tre pagine dei più importanti quotidiani nazionali ( Corriere della Sera-La Repubblica-Il Giornale) saprà sensibilizzare ancora di più cittadini, Amministrazioni e Istituzioni.

Con venerdì 22 febbraio abbiamo avuto la possibilità di usare anche FREE LUNA come strumento informativo per l'imminente sciopero. Come da nostro mailing di venerdì 22 febbraio rivolto a tutte le rivendite a cui è stato installato l’hot-spot con Wi-Fi FREE LUNA, questi potranno inserire "l' evento" informando i cittadini dei possibili disagi dei prossimi giorni. Bisogna ovviamente però credere nella protesta. 

Tutti gli  utenti di Milano connessi attraverso internet con FREE Luna potranno veder le vostre comunicazioni. 

Adesso spetta all'edicolante fare il suo dovere, oppure dare ragione a questo giornalista del quotidiano "la stampa" che su TWITTER, semplicemente, la pensa così...



Alessandro Rosa