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venerdì 3 febbraio 2012

Inforiv demo

Finalmente dopo tanti anni è stata data la possibilità alla rete di vendita italiana di scaricare una versione demo di inforiv. Qua sotto o a questo link un breve tutorial in merito.





Successivamente alla stesura dell’ultimo verbale GRAS, la F.I.E.G. ha ritenuto opportuno dare quest’opportunità alla rete di vendita.

E’ possibile scaricare la demo dal sito “inforivendita”, che, lo  ricordiamo rappresenta il sito ufficiale del programma, e scaricarlo a questo link.

Ricordiamo che un' altra importante novità espressa nel medesimo verbale è la possibilità di poter utilizzare il programma senza dover sostenere i costi accessori al medesimo, ovvero le varie forme di assistenza, help-desk o altro imposte dal  distributori locali. Uno dei fornitori della Provincia di Milano ha, stranamente, preferito obbligare i rivenditori a pagare tre volte il prezzo standard…senza produrre alcuna motivazione in merito ( anche se è facile intuirla).
Per questo motivo è stata chiesta una convocazione in F.I.E,G. del distributore per discutere questa inammissibile obbligatorietà imposta alla rete di vendita


Sarebbe importante che altri rivenditori facessero la nostra medesima richiesta al proprio distributore locale per saggiarne la risposta e supportare così l’iniziativa di Milano.

giovedì 29 dicembre 2011

Assonanze tra aree distributive e baronati

A quanto pare  il famoso collo di bottiglia dell’editoria non è l’edicolante, come sempre si è sostenuto ma è proprio il distributore locale
Effetti pratici del monopolio dei distributori locali

Gli edicolanti vogliono avere una prova concreta che il sistema informatico inforiv è efficace per portare efficienza alla rete di vendita? Ecco! basta vedere  come i distributori locali lo boicottano per fare in modo che sempre meno rivendite accedano il sistema.
Il distributore di Monza e Brianza, Parravicini s.r.l, invece di far pagare i soli costi obbligatori del programma, ovvero circa € 100,00 annui di ftp, obbliga il rivenditore a dover sottoscrivere contratti di assistenza ed help-desk quadruplicando quasi i costi.

Nulla di nuovo, molti si diranno. Ma in realtà c’è dell’altro. Non solo crea danno alla rete di vendita ma anche disconosce quanto sostiene la stessa F.I.E.G., proprietaria del programma. Dobbiamo quindi desumere che oramai i distributori costituiscono dei veri e propri baronati dove il rivenditore è solo…il suo bracciante? Sicuro è che, come da richiesta allegata inviata in data odierna, il problema verrà proprio discusso in F.I.E.G. in sede ci Commisione 15.
Riportiamo la richiesta inviata di convocazione in sede F.I.E.G. e l anostr aprecedente richiesta di adeguamento alle regole.

Richiesta di Comm. 15
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Constatato che il Distributore Locale di Monza e Brianza Parravicini s.r.l. disconosce apertamente quanto convenuto in sede di GRASS (vedi allegato), chiediamo la convocazione del medesimo in sede di Comm.15 per definire il diniego alle nostre richieste, perfettamente  in linea con l’analisi effettuata dalla Federazione Italiana Editori Giornali in tema di informatizzazione,  e la posizione dell’Agenzia nei confronti dei soggetti firmatari dell’Accordo Nazionale e relative Commissioni.
Tale necessità nasce dal fatto che, nonostante quanto predisposto dal vigente Accordo Nazionale in tema d’informatizzazione al suo art.11 dove si enuncia che:”Le parti sottolineano la necessità di accelerare il processo di informatizzazione della rete di vendita al fine di rendere più agevole il processo di distribuzione e vendita della stampa” , si sta configurando nella zona una ragionevole volontà a disincentivare il prodotto Inforiv, sia tenendo immotivatamente i costi alti (tanto da presumere un volontà imprenditoriale/commerciale da parte dell’Agenzia alla cessione del prodotto in rete con modalità onerose piuttosto che con logiche di partecipazione ad un progetto condiviso dalla filiera editoriale),  rispetto allo standard definito in sede F.I.E.G., sia non rilasciando gli aggiornamenti al programma adducendo motivazioni discutibili e pretestuose di carattere tecnico ma anche promuovendo invece, con vigore e risolutezza, programmi alternativi ”fatti in casa”, ceduti gratuitamente al rivenditore ma che permettono solo relativi controlli del punto vendita e del processo distributivo.
Considerata pertanto l’obbligatorietà per gli associati a dover forzatamente sostenere costi non necessari qualora desiderassero un’accurata gestione della propria attività nell’area distributiva di riferimento, e constatato il mancato adeguamento a quanto predisposto in sede F.I.E.G., chiediamo  una valutazione in merito, considerato anche il netto ostacolo che simili politiche rappresentano per il processo d’informatizzazione ed alla necessaria trasparenza dei processi distributivi e diffusionali connessi.
Cordiali saluti. 
   Il Presidente
(Alessandro Rosa)
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Richiesta di Adeguamento alle regole inviata al Distributore Parravicini

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In merito al suo recente rifiuto a consentire ad un rivenditore associato a Snag Milano la connessione al server ftp, pagandone il relativo costo, se quest’ultimo non dovesse stipulare un contratto di servizi relativamente ad help desk ed assistenza, teniamo a fare le seguenti considerazioni:
Con verbale datato 19 aprile al punto 7 è stato chiaramente indicato che:”La commissione ritiene i costi d’esercizio sostenuti dal rivenditore per l’utilizzo del sistema inforiv siano riassumibili in due tipologie distinte: facoltativi ed obbligatori.
Tra i costi obbligatori rientrano la connessione a Internet tramite ADSL con i relativi e l’accesso al server INFORIV – lato rivendita – per scambio dati con/coi Distributore/i tramite ftp server. Sono invece facoltativi, ma fortemente consigliati, i costi per l’Help Desk Inforiv e l’assistenza, da remoto o locale, per software e hardware.
Essendo stata presente la vostra Agenzia alle riunioni GRASS, sorprende quindi che comunichiate al nostro associato ed utente inforiv che: “…non è possibile usufruire parzialmente del contratto, e che, pertanto, siamo in attesa di conoscere se intende continuare ad usufruirne o meno. In assenza di Sue comunicazioni il servizio si intenderà tacitamente rinnovato, comprensivo di tutti i servizi che fanno parte integrante dello stesso.”
Riteniamo quindi importante un adeguamento al contenuto nelle riunioni predisposte per seguire l’avanzamento del progetto, tanto più che l’ analisi e la decisione del GRASS è emersa solo a seguito della mancanza di dati oggettivi che potessero giustificare  l’obbligatorietà di servizi tipicamente accessori.
Certi di poter definire meglio la natura della sua decisione nella sede che riterrà più opportuna, le chiediamo cortesemente nel contempo (visti i tempi ristretti per la scadenza del contratto) un adeguamento a quanto predisposto in sede FIEG in modo da non costringere il rivenditore a dover rinunciare al programma per motivi di carattere economico e non solo.
Distinti saluti.
    Il Presidente
(Alessandro Rosa)
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venerdì 29 aprile 2011

Abbonamenti in Edicola?

Il mondo editoriale se ha bisogno di collaborazione da parte delle Associazioni di categoria la chiede, invece se può avere qualche ostacolo sulla propria strategia editoriale…senza informare nessuno e senza far rumore "Agisce”. Certo quando si viene poi a sapere che qualcosa di nuovo ed importante sta accadendo, la risposta da parte dei piani alti, della cosiddetta filiera, è già pronta: ” abbiamo preferito tenere un profilo basso”. La realtà è che qualcosa di non perfettamente calzante ed adeguato potrebbe prospettarsi.

Circa un anno fa da parte della Federazione Italiana  Editori è stata richiesta a tutte le Associazioni di categoria un punto di vista, in linea generale, sul tema poi….il nulla.

Quella che potrebbe essere un’importante rivoluzione del mondo editoriale vuole essere portata avanti, senza identificare i punti sensibili del progetto. L’editore dopo anni di  finanziamenti sulle tariffe postale, che non hanno prodotto alcun beneficio e nonostante abbiano dato tutto quello che potevano dare in tema di sconti del prodotto, riscoprono la rete di vendita per il ritiro del prodotto dell’abbonato. Sicuramente meno costoso, ovviamente più gestibile e controllabile delle poste italiane e sotto l’aspetto logistico passivo e senza dubbio contabilmente meno attento.

Il rivenditore deve sapere cosa può accadere se un tale principio viene portato sulla rete di vendita e senza che vengano formalizzati determinati aspetti.
Riproponiamo il testo della lettera inviata ad M-Dis al responsabile Dott. Pietro Millosevic,  in merito al beta test in atto su un area distributiva di Milano.


“Apprendiamo di un’importante iniziativa per la rete di vendita servita dal distributore locale
Parravicini s.r.l. Siamo rimasti sorpresi dal fatto che un’iniziativa che utilizza funzionalità più moderne e innovative di commercializzazione del prodotto e di gestione del cliente abbonato, venga offerta alla rete di vendita senza un coinvolgimento preventivo delle OO.SS. L’opportunità da voi proposta, che vedrà coinvolte in più sessioni alcuni dei rivenditori dell’area distributiva, sebbene interessante e stimolante, presenta alcuni dubbi che difficilmente potranno essere affrontati nell’esposizione del progetto; diversamente sarebbe stato per noi importante conoscerli prima che la vostra offerta venisse immessa sul mercato, in modo da discutere determinate tematiche.
Teniamo a precisare che, indipendentemente dalle rassicurazioni verbali avute sui due prodotti che verranno gestiti inizialmente dallo strumento/pos da voi fornito, modalità di commercializzazione e gestione del prodotto editoriale quotidiano e periodico in forme non previste dall’Accordo Nazionale e che vedano difformità nel compenso da riconoscere alla rete di vendita, non potranno essere comunque avvallate dalla nostra struttura   Rimanendo disponibili ad un incontro sul tema, porgiamo cordiali saluti”.