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lunedì 29 settembre 2014

Tg Snag - edizione del 26/09/2014


Vi segnaliamo l’uscita della nuova edizione del Tg Snag, in onda sul nostro sito www.snagnazionale.it,  e You Tube fino a giovedì 9 ottobre p.v. in cui sono trattati gli argomenti  qui sotto riportati.


 L’affissione del nostro striscione sta avendo il successo sperato.

  •          La nostra immagine del pesciolino fuori dall’acqua si è fatta notare
  •          A Napoli cambiano le regole per le edicole.
  •          Gli edicolanti nei mezzanini della MM sono grati allo SNAG provinciale di Milano.
  •           Acconto TASI.
  •           Grande festa a Milano per il ritorno in edicola di Rolling Stone.
  •           Una serie di novità per il Corriere della Sera: cambio di formato e da dicembre Corriere.it sarà a     pagamento.
  •           Dalla TV all’edicola: In edicola il primo numero dell’Arca di Noè - La serie TV “The Walking Dead” sbarca in edicola con La Gazzetta dello sport.
  •           È tornato in edicola ABITARE.
  •           “How to spend it” in edicola con il Sole 24 Ore.

venerdì 18 luglio 2014

Si può salvare la stampa senza pensare alle edicole?

E’ in distribuzione per tutte le edicole di Milano la locandina relativa alla campagna di sensibilizzazione  a cui S.N.A.G. sta dando corso

La locandina è stata pubblicata anche da diversi quotidiani nazionali affinché anche i consumatori/cittadini  inizino a comprendere che parlare di  “crisi dell’editoria” non vuol dire riconoscere il lavoro solo dei giornalisti o dei grandi gruppi editoriali, ma anche dei diversi anelli della filiera, compresa la rete commerciale rappresentata dalle edicole italiane.

Attualmente nonostante gli incontri al Governo si sta facendo fatica a trovare misure di sostegno o nuove regole per il settore della vendita di prodotto editoriale.

E’ quindi importante la collaborazione di tutti i rivenditori.

Sempre più spesso si parla di crisi dell’editoria, giustamente. Ciò che si sta vivendo segnerà la storia dell’informazione. Le modalità di diffusione come di fruizione delle notizie sono completamente cambiate in pochi anni. Non si parla mai di crisi di un modello commerciale che oramai non si sostiene più.

 Non parlo solo di rivendite/edicole ma anche di distribuzione. Oggi i distributori per poter vedere con ottimismo il proprio futuro e soprattutto i loro bilanci sottraggono con la forza denari alla rete di vendita, con le spese di portatura o in altri casi si inventano attività commerciali collaterali e abbiamo non più il distributore che inserisce in bolla il suo “privè” ma che si mette a distribuire dal riso ai gavettoni.

Sul lato edicole la situazione è molto più grigia. Si lavora 12/14 ore per non riuscire ad avere un utile sufficiente al sostegno di una famiglia. Molti innovano e cercano soluzioni. La maggior parte chiude. Il ricambio non c’è mai stato come per altre attività imprenditoriali e gli ultimi anni hanno visto il tracollo del settore.

Ti chiediamo pertanto l’esposizione della locandina sul tuo punto vendita e magari chiedendo l collaborazione di colleghi affinché il cittadino capisca la grave situazione che sta vivendo il nostro settore

giovedì 10 luglio 2014

EDITORIA: SNAG LANCIA CAMPAGNA PER IL RILANCIO DEL SETTORE PARTENDO DALLE EDICOLE



Milano, 10 luglio 2014 – SNAG, Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai aderente a  Confcommercio, ha lanciato oggi una campagna di sensibilizzazione sul ruolo che le edicole vogliono avere nel rilancio del settore editoria.

Da ormai troppo tempo gli edicolanti sono relegati ad una posizione di secondo piano, inascoltati nonostante la necessità di un rapido intervento per scongiurare la chiusura di altri punti vendita. Negli ultimi 10 anni hanno infatti abbassato definitivamente la serranda circa 10.000 edicole, con una perdita complessiva di oltre 20.000 posti di lavoro. 

SNAG, attraverso questa campagna stampa dal claim Un giornale senza edicola è come un pesce fuor d’acqua, rivendica un ruolo di maggior rilievo per i punti vendita all’interno della discussione sul rilancio dell’editoria. La similitudine offre molteplici interpretazioni.

Senza un rinnovato accordo di filiera e ad un impianto normativo rinnovato e certo, ad agonizzare sono infatti tutti gli attori: editori, giornalisti, distributori ed edicole.

“Le edicole non chiedono soldi al Governo, non ne hanno mai chiesti - ha commentato Armando  Abbiati, Presidente Snag Confcommercio -; chiediamo che siano definite regole certe, leggi chiare e  non interpretative sulla distribuzione, una rinnovata spinta all’informatizzazione e, più in generale, una maggiore attenzione alla categoria stessa. Il tutto con immediatezza e urgenza, perché il tempo dell’attesa è ormai finito”.


Pur apprezzando il nuovo slancio del Governo, che ha iniziato a operare per smuovere situazioni ferme da ormai troppo tempo, SNAG tiene a sottolineare come tutti gli sforzi a monte della filiera siano di fatto poco efficaci se non si dà priorità alle edicole, che rappresentano il punto in cui i prodotti editoriali vengono offerti ai clienti.

Chi decide la vita o la morte di un' edicola in Italia?

60 anni di cultura dell’informazione in Italia vengono interrotti in maniera prepotente e levantina da pochi soggetti destinati alla distribuzione dei prodotti quotidiani e periodici sul territorio nazionale.
Ecco cosa sta  accadendo in Toscana ma che avviene anche in diverse aree di 'Italia. 

L’ incontestabile e oramai acclamato collo di bottiglia creato da questi “baroni” della distribuzione esplode in tutta la sua virulenza e all’ oscuro dell’opinione pubblica.

Immagino che mai il consumatore potrebbe supporre che un commerciante possa essere costretto a  pagare per porre in vendita prodotti fuori mercato e  che mai potrebbero generare anche il minimo  interesse nell’utente. Cose che si sentono solo al telegiornale ed in specifici ambiti di cronaca.

Troppo potere è stato dato negli anni alla distribuzione locale. Strategia di commercializzazione e di posizionamento del prodotto in mano a poche teste e con le idee…non proprio chiare.

Gli edicolanti sempre hanno dovuto sostenere il diritto all’informazione, attraverso leggi ad hoc, sulla propria schiena dove, in cambio di una appena sfumata protezione istituzionale, hanno dovuto mettere sul piatto della bilancia la propria vocazione imprenditoriale.

Oggi addirittura con un approccio tipico di un determinato profilo e non proprio dei più legali ( se paghi stai aperto se no chiudi….) diversi distributori che mai hanno capito cosa voglia dire essere imprenditori perché troppo abituati ad usare la rete commerciale come bancomat “spengono” attività commerciali sul territorio nazionale.


Antitrust e istituzioni con le mani legate o con gli occhi bendati accelerano un processo di disfacimento di una rete commerciale tra le più produttive ed efficienti sul territorio nazionale.

 Chi perderà sul lungo periodo? Il cittadino, ma ancora non se ne sta accorgendo

A.R.

martedì 27 maggio 2014

TG SNAG- replica ad ADG di Bonfà

Pres. SNAG Nazionale Armando Abbiati
Pubblicato il nuovo TG SNAG

Tutti argomenti interessanti e che necessiterebbero di grandi approfondimenti ma particolarmente stimolante è senz’ altro la replica del Pres. Armando Abbiati all’ intervista rilasciata dal titolare della nota Agenzia di distribuzione, ADG di Bonfà.


Si parla anche del Dott.Giulio Anselmi, che alla fine di Giugno lascerà la presidenza FIEG ma, come riportato nell’editoriale di Azienda edicola n°3…non è che si sentirà tanto la mancanza di una figura “assente” per il mondo delle edicole.

E inoltre:
  • ·         Allargamento merceologico in Lombardia
  • ·         A Bologna una bella iniziativa della storica edicola Carella
  • ·      Le edicole si preparano ad EXPO?
  • ·        Notizie flash



venerdì 11 aprile 2014

Editoria - conoscere per crescere

Un congresso importante, che guarda al futuro. Uno SNAG Nazionale che investe in nuove idee ed in nuove prospettive .

Attraverso il deciso stimolo  inviato all’ Università Cattolica di Milano che ha saputo produrre idee e progetti per nuovi prodotti editoriali con il progetto "in edicola per crescere"  ma anche con l’aver abbracciato nuovi elementi all’ interno della struttura nazionale.

Un momento importante quindi, dove anche ci sono stati fitti e veloci scambi di opinioni con edicolanti che desiderano avvicinarsi alla vita sindacale ma anche con distributori che si scopre la pensano più come noi che come gli editori.

Ho visto uno SNAG Nazionale e non tanti SNAG provinciali. Non magari come in passato dove c’erano regioni che volevano imporre un filosofia diversa da altre, ma una comune volontà alla crescita della nostra struttura. Bello e importante pensare in un momento difficile come questo che ci sono prospettive e opportunità nuove per il futuro. 

Una linea, quella più difficile è stata imboccata, quella del cambiamento e quella del doversi rimettere in gioco.




domenica 30 marzo 2014

XI - Congresso SNAG NAZIONALE

Un grande momento per SNAG Confcommercio e per tutto il settore della vendita della stampa in Italia. 

Tre giorni intensi che imposteranno lo SNAG dei prossimi anni.

 Il Congresso verrà  introdotto dal Presidente Confcommercio Carlo Sangalli, a cui seguirà la relazione del Presidente dello SNAG Nazionale Armando Abbiati.

La mattinata vedrà  una tavola rotonda coordinata dal Giornalista Nicola Porro, conduttore televisivo e vicedirettore de "Il Giornale".

Parteciperanno nella giornata di apertura, rappresentando in maniera egregia il mondo della carta stampata, i seguenti ospiti:

Gabriel Canè . Direttore di "La Nazione"

Fabrizio CarottiDirettore Generale della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) dal 7 febbraio 2011.

Corrado CorradiNel 2006 diventa Direttore Generale della divisione Periodici del Gruppo. Nel 2011 diventa Direttore Generale della Divisione Stampa Nazionale. 

Ferruccio de Bortoli - Direttore del "Corriere della Sera"

Remo LucchiRemo Lucchi è tra i fondatori della società di ricerche Eurisko, ed oggi è presidente onorario di GFK Eurisko. 

Giovanna Maggioni - Direttore generale dell' UPA

Ecco il Programma





venerdì 7 marzo 2014

Corriere della sera, concorrenza sleale, predatoria e tanto pressapochismo

Ok il mondo cambia, l’utente, il lettore, gli strumenti per fare informazione stanno percorrendo una strada che è difficile da seguire e comprendere. Troppi guru e pochi professionisti.
 Un solco netto e profondo divide un vecchio modello dal nuovo. Purtroppo “il nuovo”, è ancora difficile da comprendere, imbrigliare e rendere produttivo. Nascono così isteriche quanto improduttive logiche di promozione di un canale considerato “migliore”, buttando secchiate di fango a chi ha mantenuto e sostenuto libertà di stampa e l’informazione, oltreché i bilanci degli editori per 100 anni. 


Che senso può avere spostare un lettore che paga un prodotto acquistandolo in edicola quotidianamente, assolutamente fidelizzato, verso il web dove può leggere gratuitamente? Ci si rivolge al giusto target? Uno potrebbe dire:” Alessandro non hai capito. Quando è nel mio ambiente web lo seguo, lo profilo, lo dirotto su servizi a pagamento ecc….e un giorno ci sarà da noi anche il paywall”. Nella realtà impoverisci ancora una rete produttiva, la privi di punti contatto, escludendo acquisto d’impulso e quei rapporti sociali che diventano anche produttivi e monetizzabili. Non dimentichiamo poi che negli ultimi 20 anni gli editori, attraverso la carta hanno abituato il lettore a sfogliare/leggere montagne di carta gratuitamente e in mille modi per poter drogare diffusioni in favore della pubblicità e dei sovvenzionamenti statali. Pensano di fare lo stesso con il web?

Trasmetto quanto inviato dal Presidente Snag Confcommercio Armando Abbiati al direttore del “Corrierone” Ferruccio De Bortoli.

Concludo! Che schifo”



A.R.

mercoledì 7 agosto 2013

Il mondo dell'editoria a confronto

Proseguono gli incontri al Governo. L’intera filiera dell’editoria italiana si è riunita il 6 di agosto per gettare le basi per un rilancio del settore editoriale, attraverso una prima intesa

Ancora presto per poter giudicare la portata di quanto riportato nel nostro specifico settore, emergono comunque aspetti di particolare rilevanza.
Primo fra tutti è la continuità con cui avvengano questi incontri con il Governo. Facendo i dovuti scongiuri…è impossibile non notare che questo serrato dialogo sta delineando delle opportunità e sta creando i presupposti per portare dei chiarimenti in ambito normativo.

Successivamente all’ incontro del 25 luglio c'è stata una repentina convocazione da parte del Dipartimento Informazione e Editoria il 31 luglio. Ha chiuso il ciclo l'incontro del 6 agosto da cui è nato un primo accordo su svariati temi e criticità che coinvolgono tutti i soggetti della filiera.

Nel documento si rileva un passaggio di poche righe che esprime un fattore di grande importanza e che coinvolge tutti, nessun escluso:

In questa nuova dimensione del mercato, nascono problemi ma si prospettano anche nuove opportunità di crescita del sistema, legate all’ innovazione ed alle diverse forme di fruizione dei contenuti informativi. Tale contesto impone, pertanto, al Governo ed a tutti gli attori del mercato un cambio di prospettiva che, superando una logica meramente conservativa, aiuti il rilancio e la modernizzazione del sistema editoriale nel suo complesso, ovvero dei finanziatori e produttori di contenuti, coinvolgendo gli altri soggetti della filiera: distribuzione e vendita”.
Tutti quanti dobbiamo entrare nell’ ottica che vecchio modello di lavoro…non funziona più e questo vale non solo per l’Editore o il distributore ma anche per l’edicolante.

I riferimenti che riguardano in senso stretto la nostra professione sono i seguenti:

”… promuovere la modernizzazione della rete di distribuzione e dei punti di vendita con misure di incentivazione fiscale e con idonei interventi di carattere amministrativo o normativo”

“… promuovere il confronto con le autonomie locali e regionali, in sede di conferenza Stato-Regioni, al fine di definire criteri uniformi di applicazione delle misure relative alla distribuzione e vendita dei giornali, introdotte dal decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012, n. 27”


lunedì 22 luglio 2013

La Spezia vs edicolanti 1 - 0...per ora

Si conclude il primo round tra gli edicolanti ed il Comune di La Spezia. Successivamente all’ attivazione sul territorio di più punti vendita S.N.A.G. e Si.Na.Gi. hanno promosso sul territorio un ricorso al TAR.

La sentenza, emessa in tempi record, non è stata però favorevole agli edicolanti che vedono oggi tutta la negatività della selva di leggi e contraddizioni che sta dominando il nostro settore.



 Mentre S.N.A.G. e Si.Na.Gi. assieme ai rivenditori, valuteranno un ricorso al Consiglio di Stato o altre forme di protesta di tipo più ”politico”, non possono non tornarci alla mente gli sforzi per organizzare lagrande protesta nazionale a cui abbiamo voluto dare corpo a febbraio e che però, per mille motivi, la rete commerciale non ha saputo dare il giusto valore.






venerdì 21 giugno 2013

Incontro al Dipartimento Informazione ed Editoria

Giovanni Legnini, sottosegretario alla
presidenza del Consiglio con delega all'
editoria
Procedono gli incontri con il Governo relativamente alla turbolenta situazione giuridica che il settore delle edicole sta attraversando. In due parole:
- Mantenimento del sistema autorizzatorio e relativa programmazione
- Una corretta interpretazione delle modifiche apportate al    D.Lgs 170/01
La risposta può sembrare semplice e scontata anche per molti edicolanti che si sentono già liberalizzati da anni... La realtà è però molto più complessa.




Nella riunione del 19 giugno sono state illustrate le difficoltà del settore accompagnate da una confusione legislativa che lascia i Comuni in balia di individuali interpretazioni delle norme

A questo link la circolare informativa. E’ previsto a breve un nuovo incontro per approfondire le tematiche trattate.

venerdì 15 febbraio 2013

Se lui chiude io chiudo

A breve verranno distribuiti in tutte le rivendite di Milano circa 170.000 volantini che l’edicolante dovrà distribuire ai propri clienti.
L’obbiettivo è chiaramente di aiutare il rivenditore ad informare la clientela sul perché gli edicolanti d’Italia abbiano dovuto proclamare tre giorni di sciopero.Come tutti noi sappiamo il cliente vede solo il lato esteriore del nostro lavoro e non comprende quanto sacrificio e quanta fatica ci sia dietro la nostra attività quotidiana.
Il nostro settore è molto chiuso e le difficoltà dell’edicolante con i suoi mille problemi fanno fatica ad emergere. La stessa stampa nei nostri confronti non è mai stata solidale ed il motivo è fin troppo evidente.
In questi giorni abbiamo quindi la possibilità di far emergere un grave problema in un momento ancor più difficile.
Abbiamo ricevuto molte telefonate in merito ai tre giorni di sciopero e ci scusiamo se con alcuni di voi non siamo riusciti ad essere esaurienti, ma vi assicuriamo che sono state giornate intense.
Se dovessimo tracciare un unico filo per semplificare o semplicemente riassumere quella che è l’opinione del rivenditore, potremmo quasi dire che ognuno di noi osserverà quello che farà il vicino. Banalizzo:” Se lui chiude io chiudo”.
Altro aspetto importantissimo è legato al discorso dei servizi alle ditte o ai singoli clienti, e a tal proposito ricordo che si astengono dal lavoro attività dal profilo sociale ben più importanti della nostra, basti pensare agli ambiti medici, giudiziari o dei trasporti.
Tutti abbiamo un motivo per chiudere e partecipare alla protesta così come anche mille motivi per stare aperti. Primo fra tutti quello economico. Son sicuro che ognuno di noi avrebbe preferito fare la protesta in altro modo. Alcuni vorrebbero fare più giorni (ma tutti…) altri meno, alcuni solo il pomeriggio, altri vorrebbero respingere la merce e basta, altri non ci credono allo sciopero e altri ancora non ci credono più perché doveva essere fatto 20 anni fa.
I volantini che riceverete nei prossimi giorni serviranno da stimolo per il cliente ma anche per noi per sentirci categoria e per far emergere nei confronti dell’utente le difficoltà di un settore che ha dei profondi vincoli commerciali e che è soggetto ad un cambiamento epocale, dal quale si solleveranno solo coloro che sapranno scoprire nuove professionalità.

Senza guardare cosa farà il vicino!
Che ognuno faccia il suo dovere ed il risultato verrà raggiunto

lunedì 11 febbraio 2013

Caro Cliente! Ti dobbiamo una spiegazione


EDICOLE IN SCIOPERO IL 24 – 25 e 26 febbraio 2013

Caro cliente,

la Costituzione ti riconosce il diritto all’ informazione.

Ed io, assieme a tutti gli edicolanti d’Italia faccio il possibile per garantire questo tuo diritto. Sette giorni alla settimana, dall’alba al tramonto, con pochissime feste e poche ferie. In tutta Europa l’orario dei lavoratori è di otto ore per cinque giorni alla settimana.
Il 24 – 25 e 26 febbraio saremo chiusi. Mercoledì 27 riprenderemo il nostro servizio, fino a quando sarà possibile.
Ti dobbiamo una spiegazione.

La forte crisi ha coinvolto anche l’editoria e sono crollate le vendite di quotidiani e periodici. Sono in difficoltà gli editori. Sono diminuiti i nostri fornitori (distributori locali). Ma noi giornalai, ultimo anello della catena, siamo più in sofferenza di tutti.
Se pensi che il nostro guadagno (aggio) sulla vendita di un quotidiano è di 18 centesimi lordi, capisci perché 10.000 edicole sono state chiuse negli ultimi anni (2000 solo nel 2012), bruciando ventimila posti di lavoro; ed è solo l’inizio.

L’edicolante non ha armi per difendersi dalla crisi del sistema. Non può scegliere quali pubblicazioni ricevere e porre in vendita, né la quantità. Deve pagare le pubblicazioni in anticipo e non può toccare i prezzi imposti dagli editori. Subisce le vessazioni e i ricatti del distributore.
Il giornalaio è un “imprenditore” incatenato che ha molti obblighi e nessun diritto.
Dobbiamo pensare quindi che le edicole e quindi il diritto all’informazione sia condannato all’estinzione?

Oppure si può fare qualcosa?

Volendo, qualcosa si può fare.

Gli editori dovrebbero tornare a creare prodotti nuovi per soddisfare i lettori, avendo a disposizione una rete di vendita esclusiva come le nostre edicole.
I distributori dovrebbero essere arginati nell’abuso quotidiano della loro posizione  monopolistica.
I giornalai dovrebbero continuare il loro servizio dall’alba al tramonto con aggi però che gli consentano di vivere dignitosamente.
Ma tutto questo richiede dei patti fra uguali, e che il Governo stabilisca nuove regole che assicurino il vostro diritto all’informazione e la nostra libertà di impresa.
Ventimila edicole, quarantamila addetti, sono un “mercato politico” poco interessante: nessuna alleanza ha mai preso sul serio questa componente vitale del diritto all’informazione.
Siamo costretti a fare sciopero perché l’opinione pubblica sia resa consapevole di quello che si rischia nel lasciare alla deriva i rivenditori di giornali.

I giornalai con questa iniziativa lottano per non dover, un domani, aggiungersi al numero già impressionante di edicole morte.





photo credit: pierofix via photopin cc

giovedì 7 febbraio 2013

Sciopero edicole! Secondo me era meglio....


Quante volte mi sono sentito dire che dovremmo fare sciopero!
 Bene adesso ci possiamo contare. Io come voi ho dei dubbi, magari di altro tipo ma sono assolutamente reali. 


Con oggi sono incominciate telefonate del tipo:” io avrei fatto un solo giorno, io un settimana, per me non serve, io metto fuori un lenzuolo ma devo stare aperto, io…io…io”.

 Tutti abbiamo dubbi desideri ed idee, ma qua si tratta solo di fare il proprio dovere e basta.
 Domenica 24 febbraio tutti a votare e via con la famiglia senza pensarci troppo altrimenti…



photo credit: ARKNTINA via photopin cc

lunedì 21 gennaio 2013

Tg SNAG





Art. 39: rendere in compensazione le pubblicazioni ricevute in conto vendita e ancora possibile!
Via libera ai pastigliaggi e bevande pre-confezionate anche nelle edicole della Puglia.
2013: nuovi progetti per le nostre edicole.
Promuoviamo le nostre edicole.
Festa della Befana dell’edicolante a Catania.
Biglietti elettronici per i mezzi pubblici.
L’Osservatore Romano “parla” alle donne.
E nata una nuova rivista di Gossip: FAMA.

lunedì 14 gennaio 2013

La resa a compensazione rimane!


Ma che novità! La complicata ma pur sempre chiara modifica dell’ Art. 39 Legge n° 27 del 24/3/12 con l' art. 34 comma 41 della Legge 17/12/2012 n° 221 è stata prontamente adottata da alcuni distributori locali nella maniera più semplicistica e infida. 
Forti dell’oramai noto predominio sul territorio hanno già iniziato ad inviare lettere alla rete di vendita dove si notifica la modifica di legge, informando così il rivenditore che la “resa a compensazione” non è più una facoltà concessa all’ edicolante. Ovviamente non è sufficiente, per rendere operativo fin da subito l' inappellabile giudizio il distributore locale è pronto a respingere la merce senza accreditarne l'importo e creando i noti scompensi accompagnati dallo smarrimento della merce... 

La posizione dello S.N.A.G. Nazionale è nota e di fronte all’ abuso di posizione dominate è pronta a sostenere le ragioni degli associati. E' comunque assolutamente incomprensibile come di fronte a modifiche così sostanziali delle modalità di vendita del prodotto editoriale, ogni soggetto della presunta filiera editoriale desideri sentirsi protagonista ed operare contro la legge senza nemmeno voler affrontare temi così essenziali ad un tavolo comune, che ponga le basi (anche litigando) di ciò che dovrà portare ad un nuovo metodo di vendere stampa in Italia. 


mercoledì 12 dicembre 2012

Como e il suolo pubblico

Como e il suolo pubblico - Intervento del Pres. S.N.A.G. di Como Enrico Righi
"Cari colleghi, da diversi anni esiste un problema, ma di cui si è parlato raramente, se non da parte di chi l’ha vissuto: sto parlando dell’occupazione del suolo pubblico.

Presidente S.N.A.G. Como Enrico Righi
Generalmente se ne parla per un solo motivo: il costo. Ma, da diversi anni il problema è ben diverso. Sicuramente avrete sentito parlare della “Bolkestein”, una legge europea che riguarda proprio l’occupazione del suolo pubblico. Ebbene, questa legge, in sostanza, detta un principio
di base.

Il principio in oggetto è che il suolo “pubblico” è “pubblico”. Voi starete pensando che ho scoperto l’acqua calda. In realtà, il concetto è che, se il suolo è veramente pubblico, deve essere fruibile, ovvero usabile, da tutti.

Questo significa che, indipendentemente dall’uso che se ne fa, (può essere un pezzo di prato dove giocano i bambini, una fontana, un marciapiede, una piazza) tutti ne devono poterne usufruire.

Questo vale anche per chi ha un’attività commerciale o di qualunque altro tipo. La regola diventa che, per usare il suolo pubblico per uso commerciale, occorre predisporre dei “bandi di concorso pubblico”, e che il periodo di permanenza sul suolo non può più essere a tempi molto lunghi, ma relativamente brevi e prorogabili solo in caso di vincita di un altro bando.

Tipicamente si parla di concessioni non superiori a 10 anni. Questo è quanto. Solo che c’è un grosso problema. Per la Costituzione italiana, la gestione del suolo pubblico, in base a leggi e decreti che regolamentano la materia, è demandata alle regioni. Nel caso specifico, lo Stato ha emanato il d.lgs del 31 marzo 1998, n°114, che nel caso specifico della Regione Lombardia, è confluito nel Testo Unico regionale del 2 febbraio 2010 n°6, che è quello in vigore attualmente.

Questo testo, guarda caso, prevede già i bandi. Con un piccolo dettaglio: 10 anni + 10. E perfino i parametri per i bandi in questione. Cosa che invece, nella Bokestein nemmeno è accennata. Ora, tutto sta a vedere se le due cose sono conciliabili in maniera “indolore”. Al momento attuale regna il caos più assoluto. Comunque, come esempio, vi spiego qual è la situazione attuale a Como.

Che è ancora più complicata. Le concessioni di suolo pubblico sono tutte, o quasi, scadute. Ne sono state rinnovate, per vari motivi, tipo la sostituzione del chiosco, solo 3 negli ultimi due
anni. Curiosamente, due con 21 anni di concessione, una con soli 9 anni.

Complessivamente, le concessioni sono scadute da un minimo di 2 anni a un massimo di 15! La mia, per esempio, da 14! Solo che il comune continua a mandare i bollettini di pagamento,
sostenendo che questo equivale ad un tacito rinnovo della concessione. Ma lo dice solo a parole. Quando abbiamo chiesto che qualcuno ce lo mettesse per iscritto, non abbiamo ottenuto niente.

Como è una città piccola, ci sono solo 37 chioschi. Di cui solo 17 edicole. Tutti gli altri giornalai sono in negozi con attività promiscue.

Quindi la nostra forza è piuttosto limitata. Ma abbiamo constatato che, se cerchiamo di risolvere il problema singolarmente non otteniamo niente. Abbiamo quindi costituito un comitato fra tutti i chioscai indipendentemente dal tipo di attività. Abbiamo dovuto prendere un legale e complessivamente abbiamo prodotto oltre 200 pagine fra mozioni esposti denunce per riuscire a risolvere il problema, ma di rinnovare le concessioni a termini di legge non se ne parla.

Questo problema a Como è ancora più complesso di quello che la Bolkestein ha creato, ma la sostanza è che il problema non sono i politici, in quanto i consiglieri comunali e gli assessori sono in gran parte a nostro favore, quanto invece i burocrati, che nel timore di sbagliare l’applicazione delle leggi preferiscono bloccare tutto. Ciò non toglie che il rischio di vedere applicato in modo a noi dannoso qualche principio magari inesistente sia molto alto.

Quello che abbiamo imparato è che, da quando ci siamo presentati tutti insieme nelle varie sedi istituzionali, perlomeno abbiamo avuto molta più attenzione sia dagli amministratori che dalla stampa locale.

Gli articoli che parlano di noi negli ultimi 8 mesi sono una decina, su diversi quotidiani. La gente, e non solo i nostri clienti, ci chiede spesso come vanno le cose. In pochi giorni abbiamo ottenuto più di 700 firme per una nostra petizione al Comune, cifra che per Como è un autentico record. Altra dimostrazione che occorre una qualche organizzazione, per tutelare le piccole entità.

Ma il problema dei chioschi in genere è tutt’altro che un piccolo problema. Cominciando dal fatto che ad ognuno corrisponde una famiglia, che ne dipende economicamente. Per cui, pensare che ben 4 edicole (per Como sono tante!) hanno chiuso in meno di un anno, e ci siano anche stati parecchi cambi di gestione, preoccupa non poco.
Inoltre, nonostante la trattativa in corso, e senza interpellare nessuno, il Comune di Como ha aumentato il canone del 10%, e un altro 10% è già annunciato per l’anno prossimo.
Comunque, vista la nostra costante presenza presso Comune, Prefettura (per gli esposti), Polizia (per le manifestazioni), rubriche televisive (sindaco in diretta sul sito del quotidiano locale) almeno ci è stato assicurato che entro fine anno il nostro problema verrà risolto, proprio nei prossimi giorni (???).

Insomma, ormai il comune ha un interlocutore certo, non più singoli rivenditori che contrattano (si fa per dire) con una forza molto debole la loro posizione e le relative condizioni, con 37 situazioni diverse su 37 entità.

Questo si è rivelato fondamentale, a Como. Ma ormai situazioni di questo tipo si verificano ovunque. Comunque, se in una piccola città come Como si è creata una situazione così complessa, ribadisco, non per colpa dei politici, quanto piuttosto dei burocrati al potere, provate ad immaginare cosa succederebbe a Milano se qualche burocrate pazzo si comportasse come da noi, ma in proporzione…


"Convegno S.N.A.G. Milano 2-12-2012"

giovedì 22 novembre 2012

News dall’Italia con TG S.N.A.G.


L’edizione del Tg S.N.A.G del 16 novembre  parlerà di :


  • Il 10% sugli abbonamenti non piace proprio
  • Aumenta la C.O.S.A.P. Milano
  • Le edicole di Milano associate a S.N.A.G. rappresentano la rete wi-fi più estesa della città
  • Notizie Flash
  

mercoledì 10 ottobre 2012

Abbonamenti in edicola?

F.I.E.G. offre gli abbonamenti in edicola! In un momento di crisi o più semplicemente di rinnovo dell’editoria, la federazione degli editori in rappresentanza di non si sa ancora quali editori, offre la possibilità di essere partecipe, con regole da definire, di un nuovo canale per la vendita del prodotto editoriale.

In forma passiva, con, si presume, un recapito presso la rivendita di prodotti già in abbonamento diretto con l’editore ed in forma attiva qualora fosse il rivenditore a sottoscrivere l’abbonamento. Il tutto con aggi, competenze, modi e responsabilità tutte da verificare e discutere.

Forse un improvviso ripensamento da parte di taluni editori, in quanto si conosce la poco rappresentatività nel sistema edicole della F.I.E.G., dovute alla crisi o semplicemente un nuovo canale aggiuntivo a quelli già creati? Rete di vendita esclusiva - non esclusivi –GDO – Abbonamenti- Abbonamenti in edicola.

F.I.E.G. dopo 40 anni che chiediamo di discutere questa possibilità ci chiede una sottoscrizione o un rifiuto entro la fine di ottobre…

L’esperienza dell’abbonamento de “Il sole 24 ore in edicola”, nata oramai parecchi anni fa, non è stata clonata da altri editori. Probabilmente non piacerà…il tentativo del “Corriere della Sera” su Milano è stato un fiasco completo, forse perché non è mai stato nemmeno pubblicizzato al cliente? DeAgostini con l’abbonamento in edicola ha creato scompiglio e dubbi più che risultati e soddisfazione da parte della rete. Oggi F.I.E.G. “concede” un mese alle OO.SS per prendere o lasciare.

Il mercato si sta facendo avanti. Regole commerciali ed imprenditoriali stanno creando un divario tra chi resterà e chi è destinato a soccombere…anche tra gli editori e i distributori locali.

Un nuovo accordo solo su questo ambito si sta prospettando, con addirittura un ultimatum. Di altri problemi non si parla, e non si sa chi rispetterà un nuovo eventuale accordo e cosa accadrà se non venisse rispettato,  come quello attuale ( basta guardare il trafiletto del giornale Motosprint per capire la fedeltà dell’editore nella rete).
 
Nei prossimi giorni si riuniranno gli organismi dello S.N.A.G. Nazionale per affrontare il problema.