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lunedì 15 dicembre 2014

Gli abbonamenti al BikeMi li trovi in edicola

Da alcuni mesi è possibile acquistare gli abbonamenti al bike sharing del Comune di Milano anche in edicola.

Una modalità più vantaggiosa immediata e fruibile per l’utente che non dovrà più  attendere il recapito  a casa dell’agognata tessera.

Si acquista presso l’edicola convenzionata il welcome pack al costo di € 4,00 , poi dal sito BikeMI si concluderà l’attivazione inserendo i propri dati e l'importo rimanente.

 L’acquisto in edicola purtroppo non esclude la necessità di dover inserire i dati della carta di credito al momento della registrazione.

venerdì 3 ottobre 2014

Le edicole si fanno vedere

lunedì 29 settembre 2014

S.N.A.G. Milano – L' abbonamento annuale bikemi adesso lo trovi in edicola

 La vendita degli abbonamenti annuali BikeMi, grazie ad un accordo  tra S.N.A.G. e Clear Channel, è acquistabile presso 50 edicole di Milano associate.

l’utente potrà acquistare subito la tessera con welcome pack presso l’edicola convenzionata al costo di € 4,00. 

Successivamente dal  sito internet BikeMi  inserirà  i propri dati anagrafici e quelli della carta di credito per completare il pagamento di 32 € per un totale di 36 €

I vantaggi per l’utente sono immediati. Potrà utilizzare da subito il servizio BIKEMI e non ci sarà più il tempo di attesa dovuto all’ invio della tessera a mezzo posta.


I numeri del BIKEMI?

Abbonamenti BikeMi

·         Abbonamenti annuali attivi 27.000 (+ 23 % rispetto al 2013)
·         Abbonamenti settimanali sottoscritti nel 2014 4.376 (+ 40 % rispetto al 2013)
* al 30/06/2014 - confronto dati gennaio-giugno
·         Abbonamenti giornalieri sottoscritti nel 2014 22.289 (+ 8 % rispetto al 2013)
* al 30/06/2014 - confronto dati gennaio-giugno

Contatti sito web

·         Visite al sito web totali 2.700.000

Utilizzi BikeMi

·         Utilizzi totali 7.210.000
·         Utilizzi gennaio-giugno 2014 1.159.987 (+ 30 % rispetto al 2013)
·         Media utilizzi al giorno 10.000 in crescita


Record assoluto di utilizzi in un giorno 12.395 (+ 17 % sul record precedente)

mercoledì 27 agosto 2014

Presentato ricorso contro le spese di trasporto


Informiamo la rete di vendita che nel mese di luglio è stato presentato un ricorso all’ Organo di Conciliazione Garanzia, da parte di due rivenditori associati, nei confronti dell’agenzia A.D.P. diSaronno.

Come abbiamo avuto modo già di informarvi A.D.P. di Saronno addebita al rivenditore in maniera forzata costi accessori quali spese di trasporto, gestione pratiche, o spese per “rese anticipate”.


 Nel caso oggetto delle denunce gli edicolanti  hanno dovuto obbligatoriamente, pena la mancata fornitura, sottoscrivere con l’agenzia, un contratto al momento del subentro.

A.D.P. purtroppo non ha voluto tornare sulle sue decisioni abbiamo quindi provveduto ad inoltrare i ricorsi. 

Su questo tema si stanno rilevando diverse anomalie nell’ area servita da A.D.P. di Saronno, che possono arrecare danno a tutta la rete di vendita in quest’area distributiva. L’Agenzia non riconosce il valore della licenza esclusiva pertanto attiva nuovi punti vendita anche in assenza dei requisiti previsti dall'attuale normativa ed indipendentemente dal soggetto facente richiesta. Nel contempo richiede i costi di trasporto.

 Si sta quindi prefigurando uno scenario dove l’agenzia  si dimostra incurante della rete attuale e della sua produttività  in quanto riesce a trarre profitto da dei costi logistici e non dal solo utile sul venduto.



Premesso che vi terremo informati sul risultato delle denunce effettuate riteniamo che sia opportuna  la massima attenzione da parte di tutti rivenditori in quanto una simile politica potrebbe compromettere la redditività e la salute di tutta la rete di vendita dell’area e non solo.


venerdì 18 luglio 2014

Si può salvare la stampa senza pensare alle edicole?

E’ in distribuzione per tutte le edicole di Milano la locandina relativa alla campagna di sensibilizzazione  a cui S.N.A.G. sta dando corso

La locandina è stata pubblicata anche da diversi quotidiani nazionali affinché anche i consumatori/cittadini  inizino a comprendere che parlare di  “crisi dell’editoria” non vuol dire riconoscere il lavoro solo dei giornalisti o dei grandi gruppi editoriali, ma anche dei diversi anelli della filiera, compresa la rete commerciale rappresentata dalle edicole italiane.

Attualmente nonostante gli incontri al Governo si sta facendo fatica a trovare misure di sostegno o nuove regole per il settore della vendita di prodotto editoriale.

E’ quindi importante la collaborazione di tutti i rivenditori.

Sempre più spesso si parla di crisi dell’editoria, giustamente. Ciò che si sta vivendo segnerà la storia dell’informazione. Le modalità di diffusione come di fruizione delle notizie sono completamente cambiate in pochi anni. Non si parla mai di crisi di un modello commerciale che oramai non si sostiene più.

 Non parlo solo di rivendite/edicole ma anche di distribuzione. Oggi i distributori per poter vedere con ottimismo il proprio futuro e soprattutto i loro bilanci sottraggono con la forza denari alla rete di vendita, con le spese di portatura o in altri casi si inventano attività commerciali collaterali e abbiamo non più il distributore che inserisce in bolla il suo “privè” ma che si mette a distribuire dal riso ai gavettoni.

Sul lato edicole la situazione è molto più grigia. Si lavora 12/14 ore per non riuscire ad avere un utile sufficiente al sostegno di una famiglia. Molti innovano e cercano soluzioni. La maggior parte chiude. Il ricambio non c’è mai stato come per altre attività imprenditoriali e gli ultimi anni hanno visto il tracollo del settore.

Ti chiediamo pertanto l’esposizione della locandina sul tuo punto vendita e magari chiedendo l collaborazione di colleghi affinché il cittadino capisca la grave situazione che sta vivendo il nostro settore

martedì 13 maggio 2014

L'editoria italiana - un brutto sogno

Il valore di un prodotto non è soltanto dato dalla somma dei costi. Non basta aggiungere produzione, distribuzione, creatività ecc…Il valore del prodotto finale lo danno i consumatori. Se un bene è richiesto e desiderato l’attribuzione del suo costo seguirà una logica, diversamente dovrà subirne un’altra.
Oggi noi parliamo del prodotto in assoluto più in crisi, l’informazione su carta
Credere che ciò che viviamo oggi sia sfociato negli ultimi anni, non è corretto. La crisi ha origini più lontane ma è stata in gran parte mascherata o osservata in maniera superficiale e presuntuosa da molti. Troppi dati e poca sostanza sono passati sotto gli occhi di tutti in questi anni. Dati magari positivi ma nati dalla creatività manageriale non da un solido flusso finanziario.

 L’italiano medio non è mai stato un grande lettore. Questo è il nostro maggior problema. Noi prediligiamo una pizza a un libro o a un mensile. Meglio una cover nuova per l’i-phone piuttosto che amare l’ appuntamento quotidiano con un giornale.  Amiamo la televisione e preferiamo i reality all’ informazione, in più consideriamo i grandi editori come un’ appendice di un Governo, qualunque esso sia, non dei più efficienti, pertanto si parla sempre di informazione distorta e non...trasparente.

 Non è tutto qui. Abbiamo un ulteriore handicap. L’editore non si chiede come mai l’italiano non legga ma sempre si domanda :” Come mai quello stupido di italiano non mi legge che sono così bello, interessante, approfondito ….?”. La colpa è del consumatore che non capisce il prodotto non viceversa. Straordinario.

Così l’editoria ha dovuto inventarsi qualcosa per sostenersi. Sebbene incredibili e incomprensibili fenomeni (per me), tipo quello degli allegati, abbiano generato enormi ricavi in tutti i soggetti della filiera, si è anche potuto riscontrare che si è pur sempre trattato proprio di un “fenomeno”, di pochi anni. Una volta riempite le case di libri, secondo molti per puro collezionismo e senso estetico e di enciclopedie,  sembrava che nessuno avesse un’ enciclopedia in casa, rieccoci ripiombati nel medioevo. Tutto questo ha però dimostrato una grande produttività della rete commerciale, ovvero delle edicole, e un’ efficiente se non unica capacità diffusionale del prodotto editoriale su tutto il territorio nazionale. Quando il prodotto è buono il giocattolo funziona.

Se quindi il consumatore non mi vuole come faccio a farmi leggere? Esco gratis, ma chi paga? Pubblicità? Perchè no, ma la diffusione è bassa come si fanno a aumentare le diffusioni? Allargo la rete di vendita, aumento la tiratura e vado ovunque ci sia un posto dove poter essere “buttato”. A questo punto entrano i grandi “certificatori” di vendita come delle diffusioni, che nulla sono se non gli stessi editori che certificano se stessi, attraverso importanti strutture costituite sempre dagli stessi editori…chiaro no?

Per pigrizia tralascio quanto lo Stato abbia partecipato nel drogare l’editoria italiana solo per sostenere qualcosa che imprenditorialmente era già al collasso da anni. Mi sono sempre chiesto perché un editore debba sentirsi in diritto di pretendere soldi pubblici, in qualunque forma essi arrivino, per sostenere un pensiero che il cittadino non è interessato a leggere ed ascoltare.

Dopo tutto ciò, e senza mai tralasciare l’inimmaginabile mole di denaro pubblico speso per sostenere le spese postali, per abbonamenti che nessuno vuole, ecco tutti gli anni la processione di F.I.E.G. con il cappello in mano a pretendere denari per la salvaguardia dell’informazione e della libertà di stampa…i nostri denari.

Adesso torniamo alla mia premessa. Il valore di un prodotto percepito dal cliente. Se un consumatore non è disposto a pagare 10 euro per un prodotto e non è disponibile a fare un abbonamento allo stesso prodotto nemmeno per 2/3 euro….vuol dire che non gliene frega niente del tuo prodotto e che ti stai prostituendo pur di essere letto o diffuso. Il cliente non se ne accorge?
Oggi, dove la pubblicità non è più quella di un tempo e lo storico sorpasso da entrate da ricavi di vendita a quelli pubblicitari è oramai un lontano ricordo dovrebbe, in teoria, essere il momento del lavoro e delle idee ma….tutti qua dicono:”viva il web!!!”

In Italia l’editoria sembra che non debba avere un valore. Il prodotto non deve essere comprato. Eppure ci sono stati elementi anche recenti che possono far credere che esistono fasce di pubblico interessate alla lettura. Gli editori si stanno impegnano di più a strutturare un modello di business sul web ma…l’italiano, come abbiamo detto, se non paga per la lettura non è disponibile a pagare nemmeno un minimo prezzo per la stessa, soprattutto se può averla gratis. Sarà un nuovo binario morto. In tutto questo sarà difficile inventare certificazioni fittizie. I numeri quando si parla di traffico internet seguono ben altre logiche.

  Bisogna inventarsi altro, e penso che la soluzione migliore debba partire dal prodotto e dal suo incontro con il consumatore. Ritorniamo indietro di 20 anni quando ancora non era incominciato questo brutto sogno.

A.R.
 


    
photo credit: i k o via photopin cc

martedì 22 aprile 2014

EXPO 2015 - Le Edicole diventano infopoint

Quale occasione migliore del “salone del Mobile” per lanciare un progetto importante per le edicole milanesi quale “edicole Infopoint”?

In questi giorni abbiamo avuto diversi contatti con rivenditori e non solo. Un rinnovato e stimolante interesse per le edicole milanesi sta forse nascendo? Siamo ovviamente in una fase sperimentale, dove diverse alchimie si stanno studiando e valutando, ma qualcosa sta già nascendo...


 L’aspetto più evidente del progetto è di creare e strutturare un numero congruo di rivendite che possano offrire al cliente, al cittadino, al turista una serie di servizi ed opportunità.

 Questo è ottenibile con diversi strumenti molti dei quali verranno ideati ad hoc per il nostro settore. Ricordiamoci che ancora più ambizioso ad essere presenti come rete di vendita ad EXPO 2015 è  la nostra ferma volontà a continuare ad essere produttivi nel…dopo EXPO...



Questo è l’obbiettivo più importante, rivitalizzare il nostro settore, svecchiarlo, ripulirlo per riproporlo sul mercato con un' impostazione diversa , innovativa, produttiva. 
Un’attività diversa che possa sorpassare la crisi dell’editoria e rivendicare il suo ruolo come soggetto destinata all’informazione e ai servizi anche con le nuove tecnologie.

A.R.

domenica 30 marzo 2014

XI - Congresso SNAG NAZIONALE

Un grande momento per SNAG Confcommercio e per tutto il settore della vendita della stampa in Italia. 

Tre giorni intensi che imposteranno lo SNAG dei prossimi anni.

 Il Congresso verrà  introdotto dal Presidente Confcommercio Carlo Sangalli, a cui seguirà la relazione del Presidente dello SNAG Nazionale Armando Abbiati.

La mattinata vedrà  una tavola rotonda coordinata dal Giornalista Nicola Porro, conduttore televisivo e vicedirettore de "Il Giornale".

Parteciperanno nella giornata di apertura, rappresentando in maniera egregia il mondo della carta stampata, i seguenti ospiti:

Gabriel Canè . Direttore di "La Nazione"

Fabrizio CarottiDirettore Generale della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) dal 7 febbraio 2011.

Corrado CorradiNel 2006 diventa Direttore Generale della divisione Periodici del Gruppo. Nel 2011 diventa Direttore Generale della Divisione Stampa Nazionale. 

Ferruccio de Bortoli - Direttore del "Corriere della Sera"

Remo LucchiRemo Lucchi è tra i fondatori della società di ricerche Eurisko, ed oggi è presidente onorario di GFK Eurisko. 

Giovanna Maggioni - Direttore generale dell' UPA

Ecco il Programma





giovedì 20 marzo 2014

Ferie libere anche nel 2014

Era da diverso tempo che SNAG Milano non partecipava più alle cosiddette “commissioni ferie”. Dobbiamo confessare, anche con un certo stupore che, nonostante la rigida posizionepresa contro FIEG non è mai emerso alcun problema.

 Gli edicolanti hanno fatto le loro ferie o chiusure durante l’anno, tranquillamente. Le agenzie non hanno avuto problemi diversi da quelli usuali e gli edicolanti sono stati felici di non dover sottostare ad imposizioni e logiche  oramai sorpassate o produrre scuse non sostenibili.


La nostra partecipazione alla commissione è nata dal fatto che un’area distributiva non ancora coinvolta dalla protesta, con il 2014 è stata ufficialmente cooptata ( Agenzie Riunite – area della Provincia di Milano), pertanto si voleva dichiarare la nostra posizione in commissione così come fatto in altre occasioni.

Sono piombato così in un ambiente quasi surreale. Degli 8 distributori coinvolti hanno partecipato solo tre e non erano gli Amministratori, come una volta, ma i “diffusori”. Un tempo era anche il momento in cui scambiare opinioni, idee, proposte. Delle sigle sindacali chiamate hanno partecipate solo due. Una delle quali ha già disdetto da lungo tempo l’accordo, pertanto non aveva alcun motivo di partecipare, e noi che eravamo in veste chiaramente critica.

Ambiente surreale perché è emersa la pochezza di una commissione una volta importante e non più motivata da alcuna necessità di carattere operativo e professionale ma solo perché deve tentare di aiutare, almeno un pò i distributori locali.

Esilarante è stato assistere alla richiesta del coordinatore rivolta al responsabile  CISl di Milano di raccomandare un allineamento ai turni dei ferie dei propri associati, ma più di tutto è stato sconcertante notare un sostanziale menefreghismo verso il nostro settore.

Preoccupante notare che in sede F.I.E.G. Milano non si parla più di rete di vendita, di pianificazione di…problemi. Ognuno fa il suo senza guardare le prospettive di un' attività ancora forte, presente e laboriosa nonostante un momento storico per l’editoria.  

Direi che  sotto l’aspetto professionale si tratta di un “non luogo” di lavoro , è pur sempre piacevole assistere ad un piccolo momento di esilaranti scenette nel quotidiano grigiore che accompagna la realtà della nostra attività.



A.R.

giovedì 27 febbraio 2014

Le edicole

Le “edicole” rappresentano una realtà importante quanto sconosciuta nel mondo commerciale. Oggi magari il loro ruolo informativo potrebbe sembrare a molti di secondo piano, visto i passi tecnologici degli ultimi anni, ma non si può non tenere conto del grande, quanto incompreso ruolo istituzionale e sociale che hanno avuto per più di un cinquantennio.

Un paese incomincia a definirsi tale quando c’è una chiesa, una farmacia, un’ edicola ed un bar. Intorno a queste semplici, solo in apparenza, strutture si formano le comunità, i rapporti sociali…le città. Il ruolo informativo è inutile spiegare quanto sia importante ma solo gli addetti al settore, non dell’editoria in generale, ma proprio dell’ attività di vendita del prodotto editoriale, conoscono cosa è in realtà il lavoro dell’edicolante.


 Normalmente quando tentiamo di spiegare la vita di un prodotto editoriale dalla sua ideazione a quando viene venduto, ad un imprenditore, un politico o anche al cliente rimangono spiazzati. Risultano quasi incomprensibili le logiche che governano il nostro settore, perché sono assolutamente atipiche.

Sotto un certo profilo siamo imprenditori, nel senso che investiamo nella nostra attività ma non viviamo in un mondo imprenditoriale. Entriamo in un mondo già confezionato con regole, per mille motivi, inattaccabili da sempre. Sotto molti aspetti siamo più un enorme catena di Franchising. La più grande d’Europa.

Meno di un pugno  di distributori nazionali sono una diretta emanazione di grandi gruppi editoriali, tranne SODIP, ed  hanno in portafoglio tutto il mercato editoriale e ne determinano le strategie. Circa un centinaio di distributori, ma ne chiuderanno diverse decine, hanno un mandato blindato su zone sempre più ampie per la distribuzione del prodotto, in regime di assoluto monopolio.
 Assolutamente incontrollabili decidono i quantitativi da mandare in rete, i titoli, i sistemi di pagamento della rete di vendita e ogni tipo di gestione, riuscendo a far credere anche agli editori, che non sono loro  a comandare.

Gli edicolanti esclusivi, circa 30.000 ed in caduta vorticosa, assorbono tutte le distorsioni del sistema.

 Non decidono ovviamente il prezzo del prodotto, il prezzo di cessione deve essere uniforme su tutto il territorio, non possono gestire gli ordini, i quantitativi, i  titoli, quando pagare come pagare cosa pagare, orari di apertura chiusura  ecc…
Non so se è un mondo brutto o meno è sicuramente un luogo dove la libera imprenditoria non esiste ed il monopolio distributivo ha ingessato il settore privandolo di ogni essenza imprenditoriale.

I pilastri che hanno determinato le modalità di vendita del prodotto editoriale sono uguali da diversi decenni e sembra che nulla stia cambiando in quanto anche l’unico soggetto riconosciuto per trattare le nostre attività, F.I.E.G., è oramai latitante da diversi anni.

I migliori contributi li sta dando oggi la crisi anche se a discapito del prodotto editoriale e di una professionalità che è sempre più difficile riscontrare.

Volete sentir parlare di editoria, quella vera? Chiedete al vostro edicolante ne sa più di un manager R.C.S.

A.R.

giovedì 13 febbraio 2014

A.T.M.- bandi per i negozi fantasma

Nella giornata di mercoledì 12 febbraio si è tenuta l'audizione con le Commissioni Congiunte mobilità e commercio del Comune di Milano. Hanno partecipato anche gli Assessori Maran e D'Alfonso, nonché l'avvocato Alberto Rho, Affari legali A.T.M.
I noti problemi di A.T.M.in e merito agli accatastamenti, mantenuti sempre nell'ombra, sono esplosi con tutta la loro virulenza proprio in questi mesi.


Diversi sono gli interessi che ora vedono coinvolti gli spazi di metropolitana. Sintetizzando, ma senza banalizzare, diciamo che le necessità di rimodernare e valorizzare questi luoghi sono evidenti e non riguardano solo gli aspetti legati all’ accatastamento ma anche altri di sicurezza dei locali e quindi del cittadino di grande rilevanza che ancora non sono emersi… Soldi non ci sono e il Comune ritiene, a torto o ragione, che consentendo l’accesso ai locali di grandi marchi con capacità d’investimento molto più alte si possano rimodernare a costo zero gli spazi. Il problema sono gli esercenti oggi in attività.

Trasmettiamo il documento depositato e discusso  in commissione e condiviso da tutte le sigle sindacali rappresentative del settore.


Al Comune di Milano
Commissioni Mobilità e Commercio
Gli spazi di metropolitana destinati alla locazione, gestiti da A.T.M. s.p.a., sono complessivamente n. 317. Di questi n. 293 sono regolarmente ceduti in locazione ed alcuni sono oggetto di contenzioso. Circa un migliaio di dipendenti svolgono la loro attività in questi negozi esprimendo risvolti occupazionali di grande rilevanza
Nel corso degli anni sono emersi problemi di varia natura in merito a questi ambienti. Dalle più semplici norme legate alla sicurezza, a criticità legate ad affitti di negozi che non risultano regolarmente accatastati. Quest’ultimo se vogliamo, pur essendo un problema tecnico di grande rilevanza, potrebbe risultare addirittura secondario rispetto alla salute e alla sicurezza del cittadino e dell’utente. Il fatto incontestabile è comunque che, problemi noti da tutti i soggetti oggi coinvolti, siano stati solo “gestiti” per troppo tempo ed in queste settimane sono esplosi con tutte le loro criticità.
Con delibera di Giunta comunale n. 955 del 4 maggio 2012 sono state approvate le linee di indirizzo per il convenzionamento con il Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Milano per dare assistenza al Comune in questi ambiti. Prendiamo atto dell'avvenuto incarico con lettera datata 8 marzo 2013 in cui si conferisce al citato collegio l’incarico a procedere per gli aggiornamenti catastali. In tutto questo lasso di tempo A.T.M. s.p.a non ha ritenuto opportuno pensare a cosa avrebbe portato un mancato rinnovo dei contratti d’affitto così come l’evidenza pubblica o gara al massimo rialzo, solo recentemente dichiarata da A.T.M.
Gli esercenti di metropolitana hanno sempre affrontato periodicamente rinnovi del contratto d’affitto, dialogando con le OO.SS.
Non dimentichiamo che gli edicolanti hanno poi un rapporto professionale e di servizi molto stretto con A.T.M. e conseguentemente con l’Amministrazione Comunale in quanto rivenditori dei documenti di viaggio. L’attività dell’edicolante è inquadrata da un capitolato che determina: gli orari di apertura/chiusura, hanno ferie imposte e consentite solo previa comunicazione, sanzioni pecuniarie in caso di ritardi o di criticità legate al rapporto con l’utenza, sono soggette alle direttive tecniche al controllo e al potere disciplinare di A.T.M., ovviamente anche negli aggi e nelle forme di pagamento, imposte a monte senza possibilità d’intervento. Un servizio per l’utenza e il cittadino più che un'attività imprenditoriale propriamente detta.
Nonostante questo, A.T.M. ha inviato una disdetta del contratto d’affitto, giustificandolo come un atto dovuto. Ci è stato chiesto un progetto di rinnovo delle edicole in modo da poter affrontare gli anni futuri con un metodo più moderno e performante rispetto a quello attuale. Le OO.SS., unitariamente, hanno proposto una nuova visione del punto vendita con un progetto sul quale si sarebbero resi parte attiva nella loro concretizzazione. In realtà il tutto si è rilevato come l’anticamera di uno sfratto per diverse decine di esercenti con relativi dipendenti e famiglie. Sorprende quindi che in assenza di opportuni incontri con le OOSS, A.T.M. abbia ritenuto di comunicarci la sua intenzione ad avviare le procedure giudiziarie di sfratto per finita locazione, obbligando i conduttori a sostenere addirittura spese legali.

Ci rendiamo conto dei doveri di un Amministrazione. Ci chiediamo se siano state fatte però le dovute considerazioni in merito agli investimenti fatti dagli esercenti, che non vedranno alcun loro  ammortamento e delle disfunzioni che si creeranno sulle linee di metropolitana qualora vengano applicate logiche semplicemente tendenti al “rilancio dell’offerta”. Tutto questo in un momento in cui la città sta crescendo per affrontare “EXPO 2015” ma che soprattutto deve sostenere le attività per affrontare e sconfiggere una crisi che ha abbracciato tutto il mondo commerciale ed imprenditoriale.
Colpisce ancora di più il fatto che nonostante l’Amministrazione Comunale abbia dimostrato un vivo e concreto interesse ad un settore in profonda crisi come quello editoriale, attraverso progetti di rilancio del ruolo delle edicole, manchi di attenzione nel momento in cui vengono messe in discussione più di 70 edicole. Oramai potete vedere cosa sta accadendo. Vendere editoria non è più produttivo e quando viene chiusa un attività lo è per sempre.
Chiediamo pertanto una maggior presa di coscienza di quanto potrebbe accadere se non viene affrontata in maniera politica, la difficile fase che ci vede coinvolti. Non è sufficiente dare un alto valore al metro quadrato ma bisogna anche saper interpretare il grande valore sociale delle attività oggi attive. E’ corretto valorizzare gli spazi di metropolitana ma la logica del “miglior offerente” verrebbe accompagnata dal sacrificio di un gran numero di commercianti e imprenditori che per incomprensibili strategie non sono stati preparati ed informati correttamente.
Le numerose assemblee tenute con tutti gli operatori di metropolitana hanno fatto emergere  una profonda preoccupazione per le modalità con cui ATM intende procedere ai rinnovi, ritenendole pregiudizievoli e penalizzanti nei confronti degli attuali conduttori.  
Resta inoltre inteso che le scriventi Organizzazioni Sindacali presentano perplessità in merito al repentino passaggio dal rapporto strettamente commerciale, caratterizzato da un contratto d’affitto di tipo privatistico regolamentato dalla legge su “equo canone”, a logiche tipiche della “Concessione”.
In considerazione a quanto esposto chiediamo pertanto:
1.      La proroga dei contratti di locazione in scadenza
2.      l’immediato avvio degli incontri con le OO.SS. finalizzati a predisporre e a stabilire le modalità con cui procedere ai rinnovi.


Ringraziamo anticipatamente per l’attenzione che l’Amministrazione vorrà porre per quanto brevemente espresso e siamo a disposizione per eventuali ulteriori approfondimenti. 

lunedì 9 dicembre 2013

Un anno con SNAG Milano

La parola crisi è sulla bocca di tutti oramai da tempo. Ha colpito ogni settore e la propensione alla spesa da parte del cittadino si è ridotta in ogni comparto.
Il settore editoriale non solo non si è rilevato immune ma ha risentito maggiormente di questa crisi. “L’industria editoriale”, non le edicole, ma tutto ciò che ha sostenuto un modello di business per decenni è al centro di una grande trasformazione. Non in Italia, nel mondo!


Oggi la controparte, non è il distributore, non sono gli abbonamenti o la F.I.E.G. ma è quel mercato che si sta riducendo sempre di più perché non riesce a risvegliare quell’interesse che ha cresciuto, sviluppato e reso produttivo il nostro settore. Come dice  il Presidente di A.NA.DIS., AssociazioneNazionale Distributori Stampa, Ferdinando Ciccarelli: “ Il vero cattivo è la crisi”.
In pochi anni hanno chiuso distributori nazionali sul mercato dall’inizio del secolo. Oggi sono solo tre. Due dei quali sono una diretta emanazione dei due più grandi gruppi editoriali italiani. I distributori locali chiudono e cercano prospettive di sviluppo non più sulla vendita del prodotto editoriale ma sui servizi. Come abbiamo più volte segnalato, in diverse zone d’Italia (per ora non Milano) il distributore consegna la merce solo dietro compenso e relativo contratto di portatura.
Altri distributori si sono attrezzati per consegnare patatine, merendine o per far diventare il rivenditore un punto per il ritiro di scarpe rotte... Oramai non ci provano nemmeno a vendere qualche giornale in più. Secondo molti distributori, per assurdo, l’attività di distribuzione non è più redditizia su edicole sotto una certa soglia di fatturato. Solo pochi oramai ricorderanno che analoga crisi si manifestò circa 20 anni fa.
Una propensione alla lettura storicamente bassa dell’italiano medio ha nel tempo portato le case editoriali a fondare il proprio business più che sulla vendita, sulla diffusione e relative entrate pubblicitarie. La crisi del mercato pubblicitario ha comportato danni di rilevanza storica in tutti i gruppi editoriali compresa la Free-Press nata agli inizi del 2000.
Il lettore ci sta sfuggendo! Si sta spostando costantemente e in maniera massiva verso strumenti di varia natura. Computer, tablet e soprattutto smartphone. Grandi performance, grandi interazioni e sempre vicini all’utente.  Davanti alla televisione o mentre facciamo la spesa “l’informazione” ci segue. Si potrebbe discutere sulla qualità delle informazioni ricevute ma a quel punto dovremmo anche ragionare sulla qualità dell’informazione su carta…oramai non più considerata dalle nuove generazioni.
In questo ambiente così mutato e mutevole bisogna immaginare la nuova edicola, il nuovo edicolante e anche un nuovo metodo di porsi come Associazione.
L’obbiettivo non può essere più, il solo migliorare l’orario di consegna, ridefinire le bolle o gestire un contenzioso assieme all’associato, ma deve essere l’individuazione di un nuovo modello commerciale per i nostri associati utilizzando ogni strumento a disposizione per ottenerlo.
Si sta lavorando in maniera assidua e serrata su diversi temi e non più per porre rimedio a vecchi concetti e problemi ma per creare un soggetto commerciale che sappia affrontare le sfide che giorno per giorno ci si presentano.
·       Regione Lombardia – Abolizione dei limiti di superficie da dedicare ai prodotti non editoriali  -  mantenimento delle autorizzazioni e programmazione dei punti vendita – possibilità di vendere prodotti alimentari non manipolabili in aggiunta agli attuali pastigliaggi senza limitazioni, ma purché in linea con le normative vigenti.
·       Amministrazione di Milano – E’ stata ottenuta l’esenzione della tettoia oltreché delle tende. Operazione su cui stiamo lavorando affinché rientri nel regolamento comunale. La TARES, in sostituzione della TARSU, è diminuita – Il rapporto con il Comune si è intensificato ulteriormente in relazione alle innumerevoli pratiche di carattere amministrativo, oramai notevolmente complicate. Oggi la presenza ed il lavoro di SNAG con gli uffici comunali è assiduo, costante, quotidiano. Con il Comune di Milano si stanno inoltre prospettando nuove ipotesi per le nostre attività.  Attraverso un assiduo lavoro e successivamente a numerosi incontri con l’Amministrazione al fine di poter generare nuove attività commerciali sulle rivendite, si sta concretizzando un progetto di rivisitazione di diverse edicole con una logica di “punti informativi per il turista e l’utente”. Un autentico volano per tutte le edicole sul territorio. La bontà del progetto presentato al suo stato embrionale in un assemblea a dicembre 2012, ci ha consentito di poter ottenere degli sponsor affinché l’operazione non sia in alcuna maniera onerosa sia per il Comune come per il rivenditore. Altro aspetto di grande rilevanza con l’Amministrazione comunale è emerso in seguito ad una sorta di volontà politica, da parte degli uffici preposti, a voler far decadere i principi che regolano il posizionamento di nuove attività per la vendita di prodotti quotidiani e periodici sul territorio, siano essi esclusivi come non esclusivi.
·       Atm – L’attività con L’azienda dei trasporti Milanese ha avuto delle forti accelerazioni. Gli aspetti cardine sono due. Una strategia commerciale per i punti vendita in superficie che ha portato ad una desertificazione delle rivendite disponibili a commercializzare documenti di viaggio,  peggiorando nel contempo le condizioni di coloro che ancora li vendono. Il secondo aspetto  è la disdetta dei contratti d’affitto dei rivenditori siti metropolitana siano essi edicole o altro tipo di attività. Tutto ciò nasce dal profondo mutamento delle condizioni che hanno impostato il rapporto commerciale, decenni orsono, tra A.T.M. e rete di vendita. Per questo motivo sono state avanzate proposte innovative e di sviluppo nei confronti dell’Azienda auspicando il coinvolgimento della stessa Amministrazione Comunale in quanto società pubblica di proprietà del Comune di Milano che gestisce il trasporto pubblico del capoluogo lombardo.
·       Normative di settore – Incredibilmente ed inspiegabilmente la percezione della rete di vendita sulle modifiche normative è minima se non quasi assente. Le difficoltà ed il lavoro svolto a tutti i livelli passa in ultimo piano rispetto ad una mancanza in resa o ad un ritardo in consegna. Aspetti quotidiani importanti ma condizionati da un modello commerciale che sta scomparendo. Il recente sciopero sostenuto solo da S.N.A.G. ne è la prova tangibile. 
·       Distribuzione fusione nuove bolle – Oggi a Milano ci sono due distributori locali che hanno impronte imprenditoriali marcatamente differenti. Una fusione tra AGIEMME ed M.D.M. che può considerarsi assolutamente unica e indolore. Gli unici problemi emersi sono stati evidenziati, per assurdo, con i rivenditori informatizzati. Il lungo periodo delle doppie bolle e di quella a macero si è concluso.
·       Informatizzazione – Inforiv è oggi in un momento difficile. Come più volte comunicato, il proprietario del software, ovvero F.I.E.G., non ne sta più sostenendo costi ed implementazioni. Ci sarà un nuovo software. Successivamente all’aver appreso la notizia nel dicembre 2012 è stata informata la rete di vendita del nuovo programma AGIEMME, chiamato i2.zero. L’agenzia dal primo giorno ha consentito un suo uso gratuito al fine di permettere al rivenditore di familiarizzare con una  nuova interfaccia. Oggi tale programma sta avendo una sua diffusione sul territorio attraverso diversi distributori locali. Milano lo sta seguendo con attenzione ben sapendo che i principi su cui si basa una trasparente ed efficiente informatizzazione della rete di vendita, sono in pericolo.
·       Rapporto con le altre OO.SS – Si sono intensificati in maniera sensibile e continua le attività con le altre organizzazioni  sindacali. Inutile dire che sono molti gli aspetti su cui non si converge nonostante l’obbiettivo comune sia evidente. Il ritiro di tutte le sigle sindacali dalla volontà di aderire allo sciopero tranne lo SNAG ne sono una prova evidente, così come la quotidiana e silente protesta relativamente alle chiusure per ferie o altro. Protesta non condivisa dalle altre sigle. Da circa due anni solo lo SNAG, si è rifiutato di aderire ad ogni imposizione in termini di chiusure della attività. Questo è accaduto in quanto gli editori si rifiutano di discutere  di regole, accordi e problemi sulla rete di vendita. Da allora i nostri associati, semplicemente, fanno ciò che vogliono. Una protesta silenziosa, indolore, quotidiana…da esempio per altre forme di sciopero.
·       Comunicazione – Siamo molto soddisfatti della comunicazione che inviamo agli associati, e preannunciamo che si farà molto di più. Oramai parliamo con gli associati in ogni maniera e verranno ancora di più approfonditi certi aspetti. I rivenditori di Milano associati hanno a disposizione un’informativa con “Giornale SNAG” una volta a settimana, ricevono una circolare tutte le settimane, sono stati fatti circa 120 comunicati attraverso il BLOG di SNAG, è disponibile un profilo facebook e twitter. I rivenditori ricevono mail a carattere commerciale e sindacale con una certa frequenza. Non dimentichiamo poi Azienda Edicola e nell’ambito dei servizi “Trovaresa”. L’interazione tra i rivenditori e l’associazione è in grande aumento. Alcuni di questi vengono contattati con altri strumenti quali sms o con altri software di instant messaging.  Le assemblee e i momenti d’incontro sono stati diversi e a volte su motivi specifici e siamo sicuri che ce ne saranno di nuovi.


·       Prospettive commerciali – L’edicolante associato deve vedere in SNAG non solo un’associazione di tipo politico, ma anche un partner che sostenga il business del rivenditore. Non dimentichiamoci che siamo SNAG Confcommercio. Siamo orgogliosi di aver ottenuto con molta semplicità e cautela dei buoni risultati allo scopo. Oltre ai prodotti commerciali che hanno visto enormi performance negli ultimi tempi, ci si sta impegnando su diversi profili come abbiamo già accennato. Un’edicola multi servizi che possa proporsi al clientecon costi minimi ma con un impatto moderno. A breve verranno proposte nuove alternative in convenzione quali la ditta PAYTIPPER e SMMARTPOST e SISAL PAY senza dimenticare il WI-FI FREELUNA che, sebbene non ancora sfruttato a pieno dal rivenditore, ci ha consentito di essere i PRIMI A MILANO come  copertura WI-FI. Ora dobbiamo lavorare assieme per generare servizi all’interno del network. Gli aspetti commerciali ed imprenditoriali delle edicole sono diversi. Non tutti abbiamo la stessa clientela e le medesime prospettive. Verranno quindi organizzati più momenti di incontro per raccogliere dai rivenditori idee e proposte, affinché lo sviluppo delle edicole cresca in maniera produttiva.

Slides illustrate e discusse in assemblea 9/12/13