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domenica 8 gennaio 2012

L'Antitrust ha ancora le idee confuse


L’antitrust riesce ancora a banalizzare le regole sull’editoria dando un nuovo “consiglio” al Governo in tema di liberalizzazione della vendita della stampa. Con l' Indagine Conoscitiva 35, era riuscita ad identificare i vari aspetti che creano tensione nella rete di vendita e distributiva.
 Hanno quindi sorpreso queste poche righe che stanno solo a significare che non si vuole cambiare nulla di sostanziale nel nostro settore ma si vogliono solo favorire i grandi gruppi editoriali, la lobby della distribuzione e i soliti presunti editori.

Come proposta di riforma l’ Autorità Garante consiglia quanto segue:

DISTRIBUZIONE EDITORIALE
Remunerazione differenziata dei rivenditori
L’Autorità intende, tenendo conto del mutato contesto di mercato, segnalare la necessità di eliminare le disposizioni che limitano o impediscono il libero esplicarsi di dinamiche concorrenziali, , attraverso la seguente misura:
  1. modifica dell’art. 5, comma 1, lett. b), del D.Lgs. 24 aprile 2001, n. 170, nel senso di consentire una remunerazione differenziata dei rivenditori in base a parametri oggettivi, che tengano conto della qualità delle prestazioni rese e dei risultati conseguiti dall’esercizio.

 Per i non addetti ai lavori, il citato articolo,del D.Lgs. 170 prevede che:

b) le condizioni economiche e le modalità commerciali di cessione delle pubblicazioni,
comprensive di ogni forma di compenso riconosciuta ai rivenditori, devono essere identiche per le diverse tipologie di esercizi, esclusivi e non esclusivi, che effettuano la vendita;

Sono quindi tante le considerazioni da fare. Secondo la proposta fatta possono essere differenti i prezzi di cessione. Ci sarebbe quindi un' apertura tale da generare concorrenza in un settore dove però le rivendite esclusive hanno mille lacci e laccioli che non consentirebbero la concorrenza. La GDO potrebbe aver sconti maggiori o minori così come noi in base a….non si sa ancora cosa. Si parla di maggiori compensi per chi raggiunge soglie di fatturato di un certo livello oppure che si dedichino alla vendita di prodotto editoriale in forma esclusiva ma, come ben sappiamo, il mercato editoriale è talmente in contrazione da non essere più sufficiente per rendere redditizio il nostro lavoro . “qualità delle prestazioni rese e dei risultati conseguiti dall’esercizio”. Un espressione del genere da la libertà di fare e decidere quello che si vuole al comparto editoriale e distributivo senza lasciare all'edicolante/imprenditore alcuna via di scampo!

L’Antitrust con questa uscita ha solo dimostrato che non ha saputo cogliere la necessità e l'opportunità di consigliare delle linee guida di riforma del settore. Cambiare un solo articoletto serve solo a ridurre ulteriormente l'appetibilità di questo commercio ad altri player che vogliono affacciarsi al settore, tranne quelli che...non hanno necessità di guadagnare sull'editoriale...Sicuramente comunque qualcuno è più bravo di altri a soffiare all’orecchio del Governo su quello che deve fare.
 Un simile approccio nel nostro settore comporterebbe non un affrancamento da logiche commerciali vecchie e non più funzionali, ma un ulteriore sistema di vessazione del sistema.

Richiamamo un ulteriore approfondimento a cura dello SNAG di Lucca