giovedì 21 febbraio 2013

Edicole di Metropolitana in sofferenza



Intervista del V.pres. di S.N.A.G. Milano Giuseppe Fazio e di Gianluca Asinaro al TGR RAI  in merito al difficile momento che stanno vivendo anche le rivendite di Metropolitana.

Tra crisi dei consumi, aumenti dei costi, nuove tecnologie e una certa miopia da parte di A.T.M. gli esercenti delle linee milanesi rivendicano il loro ruolo e regole certe. Più coraggio da parte dei dirigenti e dell’Amministrazione Comunale Milanese.

( l'intervista parte con il 21° minuto)





Nessuna paura c’è S.N.A.G.!


Incredibile ma vero un dietrofrontsenza precedenti da parte di due importanti compagni di viaggio quali Si.Na.Gi. ed USIAGI.

Inspiegabilmente è bastata una cortese chiacchierata con il prefetto di Roma che ha fatto alcune personali considerazioni su problemi di grande rilevanza nazionale e due spot politici da parte dell’On. Bersani, ben noto per non aver dimostrato alcun interesse sul nostro settore con la liberalizzazione del commercio, e l’On. N. Vendola per far cambiare idea a chi si vanta di rappresentare migliaia di iscritti. 


Il Sottosegretario all’ editoria Peluffo, che non ha dimostrato un grande interesse per noi nel corso del 2012 e che non si sa se ci sarà dal mese prossimo dichiara la volontà a discutere del nostro fantastico mondo e tutto rientra. E’ tutto questo sufficiente per far calmare gli animi? Direi di no.

Non si è forse proclamato uno sciopero per sensibilizzare cittadino, Governo e F.I.E.G.?
La Federazione editori non mi pare che abbia questa gran voglia di discutere dell’Accordo nazionale ed è oramai solo impegnata a gestire gli esuberi delle case editoriali piuttosto che parlare di edicolette.

Siamo di fronte dunque ad una "ritirata strategica" dallo squisito sapore politico! Ritirata che lascia scoperte  le spalle degli edicolanti agli strali  del mercato, dei distributori e degli editori.

Per lo S.N.A.G. dunque nulla è cambiato. Domani a Milano verranno distribuiti altri 40.000 volantini e a brevissimo un' intera pagina del Corriere della Sera ribadirà il concetto che stiamo urlando da settimane, e successivamente verrà ripetuto da altri quotidiani nazionali.

Spiace però pensare che quando ci sarà la convocazione di un tavolo parteciperanno soggetti che firmerebbero qualsiasi cosa e pensionati ma soprattutto...sarà presente una disarmonia sindacale senza precedenti.

Alessandro Rosa

mercoledì 20 febbraio 2013

martedì 19 febbraio 2013

Finalmente ci contiamo!


Ricordiamo l’importante impegno previsto per i prossimi giorni, ed invitiamo tutti i rivenditori a visionare sul sito S.N.A.G nazionale  l’intervista al Presidente Nazionale Armando Abbiati che va a dettagliare il perché della decisione di indire uno sciopero di tre giorni.
Tutti noi siamo sicuramente impegnati dai problemi di tutti i giorni per vedere magari quello che sta accadendo attorno a noi, ma oggi è fortemente compromessa la nostra stessa licenza ed esistenza.
Non si parla quindi  del problema quotidiano della mancanza in resa o del gadget arrivato rotto. Parliamo di “Autorizzazione alla vendita”.

La “protezione” dello S.N.A.G. riguarda non solo gli importanti traguardi raggiunti nei vari ambiti ma anche su questo, ovvero il diritto a protestare nel più semplice ma incisivo dei modi.

Molti di voi nel tempo ci hanno chiesto iniziative specifiche di sensibilizzazione del nostro settore….adesso ci possiamo contare.   

venerdì 15 febbraio 2013

Se lui chiude io chiudo

A breve verranno distribuiti in tutte le rivendite di Milano circa 170.000 volantini che l’edicolante dovrà distribuire ai propri clienti.
L’obbiettivo è chiaramente di aiutare il rivenditore ad informare la clientela sul perché gli edicolanti d’Italia abbiano dovuto proclamare tre giorni di sciopero.Come tutti noi sappiamo il cliente vede solo il lato esteriore del nostro lavoro e non comprende quanto sacrificio e quanta fatica ci sia dietro la nostra attività quotidiana.
Il nostro settore è molto chiuso e le difficoltà dell’edicolante con i suoi mille problemi fanno fatica ad emergere. La stessa stampa nei nostri confronti non è mai stata solidale ed il motivo è fin troppo evidente.
In questi giorni abbiamo quindi la possibilità di far emergere un grave problema in un momento ancor più difficile.
Abbiamo ricevuto molte telefonate in merito ai tre giorni di sciopero e ci scusiamo se con alcuni di voi non siamo riusciti ad essere esaurienti, ma vi assicuriamo che sono state giornate intense.
Se dovessimo tracciare un unico filo per semplificare o semplicemente riassumere quella che è l’opinione del rivenditore, potremmo quasi dire che ognuno di noi osserverà quello che farà il vicino. Banalizzo:” Se lui chiude io chiudo”.
Altro aspetto importantissimo è legato al discorso dei servizi alle ditte o ai singoli clienti, e a tal proposito ricordo che si astengono dal lavoro attività dal profilo sociale ben più importanti della nostra, basti pensare agli ambiti medici, giudiziari o dei trasporti.
Tutti abbiamo un motivo per chiudere e partecipare alla protesta così come anche mille motivi per stare aperti. Primo fra tutti quello economico. Son sicuro che ognuno di noi avrebbe preferito fare la protesta in altro modo. Alcuni vorrebbero fare più giorni (ma tutti…) altri meno, alcuni solo il pomeriggio, altri vorrebbero respingere la merce e basta, altri non ci credono allo sciopero e altri ancora non ci credono più perché doveva essere fatto 20 anni fa.
I volantini che riceverete nei prossimi giorni serviranno da stimolo per il cliente ma anche per noi per sentirci categoria e per far emergere nei confronti dell’utente le difficoltà di un settore che ha dei profondi vincoli commerciali e che è soggetto ad un cambiamento epocale, dal quale si solleveranno solo coloro che sapranno scoprire nuove professionalità.

Senza guardare cosa farà il vicino!
Che ognuno faccia il suo dovere ed il risultato verrà raggiunto

lunedì 11 febbraio 2013

Caro Cliente! Ti dobbiamo una spiegazione


EDICOLE IN SCIOPERO IL 24 – 25 e 26 febbraio 2013

Caro cliente,

la Costituzione ti riconosce il diritto all’ informazione.

Ed io, assieme a tutti gli edicolanti d’Italia faccio il possibile per garantire questo tuo diritto. Sette giorni alla settimana, dall’alba al tramonto, con pochissime feste e poche ferie. In tutta Europa l’orario dei lavoratori è di otto ore per cinque giorni alla settimana.
Il 24 – 25 e 26 febbraio saremo chiusi. Mercoledì 27 riprenderemo il nostro servizio, fino a quando sarà possibile.
Ti dobbiamo una spiegazione.

La forte crisi ha coinvolto anche l’editoria e sono crollate le vendite di quotidiani e periodici. Sono in difficoltà gli editori. Sono diminuiti i nostri fornitori (distributori locali). Ma noi giornalai, ultimo anello della catena, siamo più in sofferenza di tutti.
Se pensi che il nostro guadagno (aggio) sulla vendita di un quotidiano è di 18 centesimi lordi, capisci perché 10.000 edicole sono state chiuse negli ultimi anni (2000 solo nel 2012), bruciando ventimila posti di lavoro; ed è solo l’inizio.

L’edicolante non ha armi per difendersi dalla crisi del sistema. Non può scegliere quali pubblicazioni ricevere e porre in vendita, né la quantità. Deve pagare le pubblicazioni in anticipo e non può toccare i prezzi imposti dagli editori. Subisce le vessazioni e i ricatti del distributore.
Il giornalaio è un “imprenditore” incatenato che ha molti obblighi e nessun diritto.
Dobbiamo pensare quindi che le edicole e quindi il diritto all’informazione sia condannato all’estinzione?

Oppure si può fare qualcosa?

Volendo, qualcosa si può fare.

Gli editori dovrebbero tornare a creare prodotti nuovi per soddisfare i lettori, avendo a disposizione una rete di vendita esclusiva come le nostre edicole.
I distributori dovrebbero essere arginati nell’abuso quotidiano della loro posizione  monopolistica.
I giornalai dovrebbero continuare il loro servizio dall’alba al tramonto con aggi però che gli consentano di vivere dignitosamente.
Ma tutto questo richiede dei patti fra uguali, e che il Governo stabilisca nuove regole che assicurino il vostro diritto all’informazione e la nostra libertà di impresa.
Ventimila edicole, quarantamila addetti, sono un “mercato politico” poco interessante: nessuna alleanza ha mai preso sul serio questa componente vitale del diritto all’informazione.
Siamo costretti a fare sciopero perché l’opinione pubblica sia resa consapevole di quello che si rischia nel lasciare alla deriva i rivenditori di giornali.

I giornalai con questa iniziativa lottano per non dover, un domani, aggiungersi al numero già impressionante di edicole morte.





photo credit: pierofix via photopin cc

giovedì 7 febbraio 2013

Sciopero edicole! Secondo me era meglio....


Quante volte mi sono sentito dire che dovremmo fare sciopero!
 Bene adesso ci possiamo contare. Io come voi ho dei dubbi, magari di altro tipo ma sono assolutamente reali. 


Con oggi sono incominciate telefonate del tipo:” io avrei fatto un solo giorno, io un settimana, per me non serve, io metto fuori un lenzuolo ma devo stare aperto, io…io…io”.

 Tutti abbiamo dubbi desideri ed idee, ma qua si tratta solo di fare il proprio dovere e basta.
 Domenica 24 febbraio tutti a votare e via con la famiglia senza pensarci troppo altrimenti…



photo credit: ARKNTINA via photopin cc